VAILATE - Denuncia per simulazione di reato. Da qualche anno l’allevamento di bestiame non rendeva più come una volta e i debiti verso le banche ed i fornitori si erano accumulati al punto che l’azienda agricola veniva dichiarata fallita. Le procedure di liquidazione avevano portato alla vendita all’asta di quello che restava a favore di un altro allevatore.  Nel mese di marzo l’azione fallimentare si sarebbe completata con lo sfratto esecutivo.

La 50 enne titolare dell’azienda zootecnica, però, nella mattinata si era presentata in caserma asserendo di essere stata vittima di un furto di bestiame, durante la decorsa notte. I carabinieri di Vailate si portavano sul posto ove l’allevatrice asseriva che dalla stalla mancavano ben 80 vitelli e di non essere assicurata per tali eventi. Immediatamente venivano diramate le ricerche degli ignoti malfattori che probabilmente avevano usato dei mezzi pesanti per il trasporto animali in qualche altra azienda agricola oppure in qualche macello clandestino.

Tuttavia, poiché l’abitazione della donna distava solo poche centinaia di metri dalla stalla, negli investigatori cresceva il dubbio di come fosse strano che nessuno avesse potuto sentire nulla durante la notte trascorsa visto che per asportare tutti quegli animali erano sicuramente state impiegate diverse persone per molte ore.

La parte offesa veniva invitata ad esibire la documentazione amministrativa e sanitaria relativa ai citati bovini ma poiché non accondiscendeva a tale richiesta, messa alle strette, confessava di aver simulato il furto poiché temeva l’esito di una ispezione che a breve avrebbe subito da parte dei veterinari dell’Asst di Crema.

La versione fornita dalla donna appariva comunque poco credibile e quindi si allertavano i veterinari dell’ASST per eseguire ulteriori accertamenti interessando anche il NAS di Cremona per stabilire la realtà della vicenda. 

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