MILANO – Quali obiettivi, in che tempi raggiungerli, attraverso quale metodo: si delinea su questi punti il percorso che Carlo Malvezzi traccia del lavoro che la delegazione di Regione Lombardia sarà chiamata a svolgere per arrivare ad una intesa con il governo centrale sul tema dell’autonomia. Il consigliere regionale di Forza Italia, presidente della Commissione Affari istituzionali e relatore della Risoluzione con cui il Consiglio regionale ha stabilito i punti sostanziali della trattativa con Roma, parte dalla composizione bipartisan della delegazione lombarda.

 

“Oltre al sottoscritto - ha detto Malvezzi - al presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo e al capogruppo della Lega, Massimiliano Romeo, ci saranno un esponente del PD (Enrico Brambilla) e uno dei 5 Stelle (Dario Violi), a dimostrazione che quello dell’autonomia è un tema d’interesse generale, non di una coalizione o di un partito. Certo, alla maggioranza che governa in Regione va il merito di aver posto questo argomento nell’attualità dell’agenda politica nazionale, con una forza tale da non poterlo più ignorare. Oggi ci interessa costruire un fronte ampio per raccogliere i migliori risultati possibili”.

 

“I tempi che ci siamo proposti sono chiari e rapidi, com’è tipico della concretezza lombarda. Dal 22 ottobre abbiamo corso per onorare il mandato che i lombardi ci hanno consegnato. Entro la fine di dicembre vogliamo arrivare ad un preaccordo con il Governo sulle competenze oggetto dell’autonomia, per fine gennaio un’intesa anche sui maggiori trasferimenti economici”.

 

Malvezzi chiarisce che "se le elezioni saranno a marzo, l’obiettivo più realistico è arrivare ad una pre-Intesa che recepisca il lavoro fatto fin qui e costituisca una solida base di partenza per i governi nazionale e regionale che si succederanno agli attuali, chiamati a concludere il percorso. Non credo alla possibilità che i futuri governanti, sia a Roma che a Milano, si possano assumere la responsabilità di non portare a compimento un percorso già ben avviato e che gode un consenso popolare di tale portata”.

 

Il confronto sui tre tavoli del negoziato si svolgeranno in condivisione con l’Emilia Romagna. "Abbiamo colto la possibilità di un percorso insieme all’Emilia a dimostrazione che le differenze di colore politico non impediscono un lavoro comune su temi interesse generale. I tavoli della trattativa saranno tre: Milano, Bologna e Roma. Nella capitale discuteremo le 13 materie (delle 23 oggetto della trattativa) che solo la Lombardia ha chiesto che le siano assegnate. A Milano e Bologna quelle in comune con l’Emilia Romagna ed in particolare Istruzione, Rapporti internazionali e con l’Ue, Reti di trasporto, Previdenza e Coordinamento della finanza pubblica, a Milano. Ambiente e valorizzazione dei beni culturali, Commercio estero, Lavoro, Innovazione e Salute, a Bologna”.

 

La scelta sul suo nome è, secondo Malvezzi, "la conseguenza del lavoro svolto fin qui, prima durante la campagna referendaria (oltre 20 incontri distribuiti su tutta la Provincia di Cremona), poi sul testo della Risoluzione come relatore. La trattativa in Commissione ha richiesto impegno e volontà di condivisione dei contenuti e una giusta dose di mediazione che non ha snaturato il cuore della proposta. Il percorso che ci attende è breve e intenso per i tempi disponibili, ma mai come oggi siamo ben avviati sulla strada per tagliare un traguardo storico. Per il bene dei lombardi e di tutti gli italiani”.

 

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