CREMONA - A Cremona il Partito Democratico è pronto a salire sulle barricate contro il congelamento fino al 2020 dei fondi destinati al bando periferie, un provvedimento che però è stato votato a Roma dagli stessi colleghi dem. L’imbarazzante cortocircuito in cui è finito il PD emerge dalle cronache parlamentari delle ultime ore innescando una raffica di reazioni dei rappresentanti della politica locale. Dove, accanto alle proteste dell’assessore Andrea Virgilio, non mancano sottolineature ironiche, come quella dell’europarlamentare e commissario di Forza Italia Massimiliano Salini, che stigmatizza l’evidente contraddizione in cui è caduto il Partito Democratico.

Ad innescare la miccia, l’emendamento al Milleproroghe proposto dalla maggioranza giallo-verde e passato due giorni fa in Senato, che fa slittare di un paio d’anni (di fatto calando la scure) gli stanziamenti destinati dall’allora governo Renzi ai Comuni, compreso quello di Cremona. Se non cambieranno le cose, ad rischio saranno infatti anche i sette milioni di euro ottenuti dalla giunta Galimberti per la riqualificazione di San Felice. 

«Giù le mani dal bando periferie - reagisce su FB l’assessore Virgilio - sembra che il governo stia mettendo a rischio le risorse già approvate e sottoscritte dai comuni compreso Cremona. Ora occorre verificare meglio il decreto milleproroghe: si parla di risorse congelate. Sembra che la maggioranza Lega - Cinquestelle voglia differire il tutto di due anni, pertanto i Comuni dovrebbero rimodulare gli impegni di spesa». 

«Se così fosse - prosegue l’esponente dem - si prenderebbero in giro i comuni che stanno correndo come treni per rispettare le scadenze stringenti del bando a partire dal nostro comune e da un quartiere della città (San Felice) al quale abbiamo già comunicato tempi e cronoprogramma degli interventi per 7 milioni di euro. In questa fase occorre prudenza, ma se questa scelta sarà irreversibile saremo pronti a tutto, anche andare a Roma con tutti i sindaci di tutti i colori. Se questa è l'attenzione del nuovo governo per i nostri quartieri e per i contesti che necessitano di interventi, saremo pronti anche a ricorsi e alla battaglia politica».

Peccato che a Roma l’emendamento incriminato non sia stato votato solo dalla maggioranza, ma anche dai parlamentari democratici. Un’evidente incoerenza del PD che non è passata inosservata e non ha mancato di suscitare reazioni venate di ironia. Come quella dell’eurodeputato Massimiliano Salini, che sul suo profilo Facebook parla di «sonno del Partito Democratico sui fondi ai Comuni» e aggiunge: «Il PD Cremonese denuncia con forza la sospensione delle convenzioni ed il rinvio al 2020, ma l’emendamento in questione è stato votato, nella notte tra lunedì e martedì, da tutti i senatori del PD, Renzi incluso. Dicono sia stata una svista…». 

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