È passato un anno dalla protesta attuata dal Comitato Zero Barriere dinnanzi alla Multisala Porta Nova a Crema per assicurare a tutti il diritto allo svago. Ma nulla è cambiato. “Anche le poche promesse che erano state fatte dalla direzione della Multisala non sono state mantenute”. A dirlo è la referente del comitato, Cristina Piacentini.  “A malincuore – continua - dobbiamo riconoscere che ancora troppa indifferenza aleggia intorno alla disabilità e al di là di belle parole poco o nulla sembra evolvere. Basterebbe solo un po' di buonsenso, ma ad oggi i posti riservati alle persone in carrozzina continuano ad essere in prima fila, da cui si vede il film distorto e con il rischio torcicollo”.

 

Nel 2019 in Italia il diritto allo svago sembra essere per pochi. Per quei pochi che non vedono barriere architettoniche perché rinchiusi dalle barriere mentali: “La porta d’ingresso continua ad essere impossibile da aprire in autonomia per chi sta seduto in carrozzina e il vialetto d’accesso difficoltoso da percorrere” precisa Piacentini. Poi attacca: “Non abbiamo bisogno di tante e belle parole ma di fatti concreti per abbattere tutte le barriere, soprattutto quelle mentali/culturali”.

 

Secondo Piacentini, il vero problema sta nella mentalità che ancora vive nella società attuale: “Oggi si attribuisce alla persona con disabilità un ruolo passivo. Non siamo malati legati alle cure, né solo lavoratori. Ogni persona con disabilità ha diritto di vivere emozioni, sorrisi e momenti di divertimento. E dovrebbe poterlo fare senza ostacoli”.  Lo statuisce la Convenzione Onu sui Diritti delle Persone con Disabilità. E lo impone la coscienza. Non resta dunque che attendere, continuando a darsi da fare. (GG).

 

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