Quasi 1.300 miliardi di bilancio. Un aumento di risorse pari a 109 miliardi di euro spalmate sui capitoli immigrazione (2,6 volte in più), Erasmus e giovani (2,2 volte), sicurezza (1,8), digitale e ricerca (1,6). Tagli del 5% alla politica agricola comune e ai fondi di coesione. Un nuovo meccanismo che aggancia l’erogazione dei finanziamenti al rispetto dello stato di diritto. E’ il budget proposto dalla Commissione guidata da Jean Claude Juncker mercoledì 2 maggio a Bruxelles durante la seduta plenaria dell’Europarlamento. La bozza del Quadro finanziario pluriennale (nome tecnico del bilancio) 2021 - 2027 sarà discussa nei prossimi mesi da Parlamento e Consiglio. Gli Stati membri dovranno approvare il testo definitivo all’unanimità. 

Un bilancio che presenta luci (più fondi per gestire l’immigrazione, per giovani e innovazione) e ombre (le sforbiciate a Pac e coesione), che deve fare i conti con le minori entrate dovute all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, e fa già discutere gli esponenti dei governi nazionali e i rappresentanti dei cittadini eletti all’Eurocamera. Da un lato si parla mediamente di 22 miliardi all'anno in più da pagare per coprire il buco lasciato dalla Brexit, dall’altro di nuovi fondi, pari a circa il 12% del bilancio, che l’esecutivo europeo propone di reperire da risorse proprie Ue, tassando servizi digitali, rifiuti plastici ed emissioni di Co2. Si stima che potrebbero arrivare maggiori ricavi (12 miliardi circa) armonizzando deduzioni fiscali per le imprese, tassando le emissioni (3 miliardi) e gli imballaggi plastici non riciclati (7 miliardi). 

Come detto, si tratta di una bozza sulla quale gli esponenti del Parlamento Ue dovranno lavorare proponendo emendamenti e modifiche per smussare gli spigoli e tentare di correggere le voci controverse. «Tra le priorità del nuovo bilancio europeo ci deve essere la tutela di chi genera valore e crea lavoro - dichiara a riguardo l’eurodeputato cremonese di Forza Italia Massimiliano Salini, membro delle Commissioni Industria e Trasporti del Pe - per questo il punto di partenza del confronto che si apre al Parlamento Ue deve essere la discussione sulle modalità migliori per sostenere e difendere le nostre imprese». 

«I fondi europei si stanno rivelando risorse preziose per il rilancio dell’economia, in particolare per le nostre Pmi - spiega Salini - Vigileremo affinché il nuovo bilancio rafforzi queste opportunità di crescita. L’aumento dei finanziamenti per la ricerca è positivo, mentre il taglio alla Pac e alle politiche di coesione sono aspetti negativi da affrontare subito per minimizzarne l’impatto».

«Se da un lato è positivo il nuovo meccanismo proposto dalla Commissione che condiziona i finanziamenti al rispetto dello Stato di diritto nei Paesi membri che hanno mostrato questa criticità - conclude Salini - dall’altro vogliamo capire nel dettaglio come funzioneranno i nuovi strumenti per il rafforzamento della zona euro. Nel caso dell’Italia occorre scongiurare che le imprese e i soggetti privati beneficiari di stanziamenti europei paghino le colpe e le inefficienze dello Stato nel portare a termine le riforme strutturali»

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