CREMA - «Lo stop al cantiere Crema 2020 è il sintomo di una paralisi generale – commenta il coordinatore cittadino azzurro Gianmario Donida – e Agostino Alloni come peraltro il sindaco Bonaldi, invece di minacciare querele o accusare complotti finalizzati ad attivare la macchina del fango, devono assumersi le responsabilità di una situazione che tutto evidenzia tranne che il buon governo della città».

?«Chiedo pubblicamente al sindaco Bonaldi di organizzare, come è stato fatto in altri momenti e su temi altrettanto importanti, un consiglio comunale aperto. Cittadini, parti sociali, associazioni economiche e tutti i corpi intermedi devono poter partecipare e fare il punto sulle politiche di sviluppo. E’ tutto il fronte delle azioni destinate alla crescita che appare privo di una visione strategica».

«Un consiglio comunale fondato sul coinvolgimento e sul confronto di tutti i principali attori della scena economica e sociale può essere il punto della ripartenza per fare chiarezza sugli errori commessi, stabilire le priorità, individuare di concerto le nuove azioni sulle quali puntare. E la proposta di dialogo deve diventare un metodo di lavoro per il prossimo futuro, monitorando i risultati e accertando le eventuali responsabilità. Crema non ha più il tribunale, non avrà sicuramente più l’università, l’indipendenza dell’Ospedale ha un futuro incerto e difficile, è in atto il ridimensionamento dell’offerta scolastica di secondo grado, non ci sono misure attrattive per le imprese e per il commercio. Tutto ciò è accaduto e sta accadendo mentre la Bonaldi è alla guida della città. Abbia l’umiltà di interrogarsi sugli esiti del proprio operato invece di continuare a fare lo scaricabarile. Se il sistema cremasco non è ancora giunto al collasso è solo grazie alla forza di un tessuto commerciale e imprenditoriale competitivo. Ma quanto potrà durare?”.

 

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