PANDINO – L'eccesso di zelo è costato una denuncia per calunnia e interruzione di pubblico servizio a due giovani animalisti milanesi. Se l'erano presa con un allevatore di conigli di Pandino, che secondo loro maltrattava gli animali. E avevano richiesto l'intervento prima dei Carabinieri e poi della Guardia di Finanza. Il tutto senza motivo: l'Asl ha stabilito che nell'allevamento era tutto assolutamente a norma.

L'episodio si è verificato lo scorso 9 maggio. Nel pomeriggio era giunta alla Stazione dei carabinieri di Panino la richiesta di intervento da parte dei due giovani appartenenti ad una associazione animalista di Milano, che si trovavano in un’azienda agricola di Pandino e dicevano di aver accertato un maltrattamento di animali in atto. Ai militari arrivati sul posto, i due giovani attivisti chiedevano il sequestro di circa 50 conigli, a loro dire allevati in condizioni di sofferenza per la mancanza di cibo e lo spazio ristretto.

Il titolare dell’azienda agricola, un 65enne di Pandino, all'arrivo dei carabinieri è rimasto sbalordito, e ha subito detto chiaramente che allevava i conigli da decenni e non aveva mai avuto alcun tipo di problema in passato. Poi il racconto: i due si erano presentati da lui dicendo che volevano acquistare un coniglio, chiedendone la macellazione sul posto. Dopo l’uccisione dell’animale gli stessi si erano qualificati come animalisti e avevano contestato il comportamento dell'allevatore. Nonostante anche i carabinieri avessero notato che nell'allevamento non c'erano situazioni di sofferenza per gli animali, e che le gabbie erano di fabbricazione industriale e misura standard, i due animalisti hanno insistito nel chiedere il loro sequestro ed affidamento quali custodi giudiziari. Da qui la decisione di far intervenire un veterinario dell'Asl appena disponibile, per le verifiche del caso.

Non contenti, i due animalisti si sono dapprima presentati in caserma a Pandino sporgendo formale denuncia per maltrattamenti e poi sono ritornati presso al cascina richiedendo l’intervento della Guardia di Finanza, nonché di altri animalisti e dei giornalisti.

Quando il giorno 11 maggio il sopralluogo del medico veterinario dell’Asl di Crema ha sancito definitivamente il corretto allevamento e buono stato di salute degli animali, i due sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Cremona per calunnia ed interruzione di pubblico servizio, avendo incolpato ingiustamente una persona di un reato e per aver richiesto l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri e poi della Finanza senza motivo. Nei loro confronti è stato anche deciso il foglio di via obbligatorio dal Comune di Pandino per tre anni.

 

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