Il censimento della popolazione rom, proposto dal vicepremier e ministro dell’Interno Salvini, è un atto doveroso e democratico. Solamente una sinistra elettoralmente sfiancata, ansiosa di rivincite che possano farla risorgere a ridosso dei ballottaggi che rischiano di trasformare le amministrative di giugno 2018 nell’ennesima batosta, può insorgere tacciando di xenofobia e razzismo un provvedimento necessario e legittimo.

Già nel maggio scorso il sindaco milanese Sala aveva dichiarato che i campi rom della città dovevano essere chiusi. E dovevano esserlo proprio perché c’era il pericolo di un aumento delle ‘attività delittuose’. Tenuto in scacco dalla sinistra del Pd Sala, alla fine, non ha fatto ciò che aveva promesso. E in ogni caso, allora, nessuno si permise di bollarlo come un razzista.

Ma il problema che aveva ben individuato resta. Ed è un problema nazionale. I campi rom, nonm di rado, si qualificano come zone a rischio sul versante della sicurezza. Basterebbe questo per censirne gli abitanti come ha proposto Salvini. Ma si deve aggiungere il fatto, denunciato da più parti in questi giorni, che i bambini che vivono nei campi non sempre frequentano la scuola dell’obbligo. Ci sono poi le situazioni di criticità dovute all’abbandono dei rifiuti nei pressi delle ‘carovane stanziali’ nelle periferie della città. Anche questo un elemento che è stato segnalato a più riprese da esponenti politici di destra e di sinistra come lo stesso sindaco di Milano.

Lo stato democratico, per garantire la sicurezza, deve essere in grado di sapere in tempo reale chi risiede all’interno dei propri confini. Un dovere che vale a livello nazionale e locale. Nessuno può scorazzare liberamente, privo di identità, invalidando l'opera di prevenzione e di repressione delle forze dell'ordine. Farlo, significa eludere quelle 'verifiche positive' che devono attuare il pieno esercizio della democrazia. Un regime che è impossibile da realizzare in assenza della sicurezza pubblica e dell’istruzione scolastica..

Anziani, adulti e bambini. Censirli è un dovere della democrazia. Vale per gli italiani e vale, paritariamente, per i rom. Con tutto ciò che ne consegue sul piano dei doveri. E, simultaneamente, dei diritti. (Roberto Bettinelli)

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