PIZZIGHETTONE - Occhi luminosi e pieni di vita, mente giovane e brillante. È Chiara Cabini, 24enne di Regona di Pizzighettone, la vincitrice del XIV premio “Giuditta Nanci”, istituito dall’Associazione Stampa Parlamentare e dedicato a ricerche, studi, tesi di laurea o di diploma sul giornalismo politico- parlamentare. «È stata una grande soddisfazione, alla fine di un lavoro importante, al quale ho dedicato più di un anno» dice, portando nel cuore il ricordo della premiazione, avvenuta mercoledì 25 luglio a Palazzo Giustiniani, in occasione della tradizionale cerimonia del "Ventaglio", durante la quale la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha incontrato la Stampa parlamentare.

 

Parla della sua tesi di laurea magistrale in scienze per la comunicazione pubblica e di impresa con immensa soddisfazione. «Dopo la laurea triennale in lettere moderne, questo corso di studi ha saputo offrirmi gli stimoli che stavo cercando e donarmi una prospettiva d’occupazione in ambito umanistico, quello che preferisco da sempre».

 

Un ambito che ha esplorato in lungo e in largo in questi anni, valicando, con la sua tesi dedicata alle elezioni presidenziali americane del 2016 e alla disinformazione, anche i confini nazionali. «Redigendo la tesi dal titolo “Elezioni americane del 2016: l’influenza della disinformazione nel comportamento degli elettori” ho potuto conoscere da vicino il panorama giornalistico americano e sperimentare sulla pelle la potenza delle fake news.  Analizzando testi, dati e sondaggi, ho, infatti capito che un’errata informazione può persino arrivare a determinare un’azione di voto».

 

Forse perché anche nei cittadini manca l’adeguata consapevolezza. «L’utente finale oggi è disinteressato, confonde la comunicazione istituzionale con la politica spicciola e scappa a gambe levate. Non si documenta, non vaglia le fonti, recepisce solo ciò che vuole con superficialità. Ed è, anzitutto, in questa ignoranza, che le fake news trovano terreno fertile». Ma non solo. «Oggi l’informazione viaggia veloce, c’è la necessità di comunicare tutto subito. Questo non consente ai giornalisti di verificare la fonte, di prendersi cura dei dettagli. Ma permette loro di “fare il titolone” rispondendo a logiche comunicative distorte che hanno avuto la meglio sulla deontologia professionale».

 

Il dilagare di fake news, dunque, secondo Chiara, è responsabilità di tutti. Tanto dei lettori, quanto degli addetti ai lavori. Ma, oggi, esiste un modo per arginare questo fenomeno. «Amare i dettagli e prendersi tempo. Per lavorare, per leggere». E per scegliere. Perché siamo uomini e possiamo scegliere. Sempre. Anche quando scriviamo o leggiamo. «Il giornalismo oggi può essere neutrale, ma, a mio avviso, non deve esserlo. È giusto che ci siano giornali politicamente schierati e che una persona scelga consapevolmente come e dove informarsi». Consapevolmente, perché la consapevolezza ci salva, ponendo un limite alla satira sottesa alle fake news: quello del buonsenso.

 

Lo stesso con cui Chiara ha condotto il suo lavoro, che ha ottenuto anche il plauso della Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e del Senatore a vita Mario Monti. «Sono molto felice per tutto questo clamore. Sul mio futuro non posso svelare granché, posso solo dire che presto si sentirà ancora parlare della mia tesi».

 

Gloria Giavaldi

 

COMMENTI

Per commentare devi essere registrato. Clicca qui per registrarti.

Non ci sono commenti per questo articolo.