CREMA - Una serata dedicata interamente a Sportabilità, il progetto di inclusione sociale che si fonda sulla riqualificazione del Centro San Luigi a Crema e che vede l’Ac Crema come capofila. In Sala Pietro da Cemmo, venerdì sera alle 21, i partner della società nerobianca che hanno dato vita al Consorzio Arcobaleno, hanno illustrato i progetti che intendono realizzare. Si tratta delle cooperative sociali Filikà, Igea, Scacco Matto, Krikos che utilizzeranno gli spazi rinnovati del San Luigi come base operativa per ospitare iniziative a favore di disabili, bambini, adulti, anziani in difficoltà. 

Sul palco, insieme al presidente dell’Ac Crema 1908 Enrico Zucchi, c’erano il presidente del Consorzio Arcobaleno Simona Scandelli, il referente Sportabilità del Consorzio Cristian Fiorini, la cremasca Patrizia Spadaccini, atleta guida in tandem con non vedenti che ha conquistato due ori ad Atlanta nel ’96 con il paratleta Claudio Costa, Ilaria Meloni, giovane speranza del tandem che ha vinto la Maglia Rosa a Crema nella prima tappa del Giro d’Italia handbike 2016 e la squadra di calcio a 5 B1 non vedenti dell’Ac Crema 1908 che in settimana ha esordito al Centro San Luigi con il primo allenamento ufficiale. Si tratta dell’unica formazione lombarda composta da giovani e ragazzi con disabilità visiva assoluta. 

«Quando ho assunto la guida dell’Ac Crema 1908 - ha detto il presidente Zucchi - ho condiviso con il Cda i pilastri di una filosofia che doveva necessariamente tradursi in azione e che rimandava ai due concetti fondamentali della competizione e dell’inclusione. Il calcio è una disciplina che richiede il raggiungimento di risultati concreti. Vincere, spesso, è un imperativo. Ma lo sport, fortunatamente, offre un livello di concretezza più alto, più nobile e più utile per la comunità. Ed è qui che si afferma il principio dell’inclusione che trasforma lo sport nella possibilità tangibile di introdurre spazi di giustizia e di uguaglianza nella società. Per noi l’inclusione vale più della competizione ed è per questo motivo che stiamo investendo molto sul settore giovanile dando la possibilità a centinaia di ragazzi e bambini di giocare in un contesto sicuro, moralmente sano e all’avanguardia sotto il profilo della pedagogia e dell’impiantistica. Ed è questo, soprattutto, il motivo che ci ha spinto a credere nella meravigliosa avventura di questi giovani che hanno voluto dare vita alla prima squadra lombarda di non vedenti. Ho assistito al loro allenamento. Li ho visti correre, calciare, sostenere lo scontro fisico con i compagni, portare il pallone per scartarli, ridere, gioire, arrabbiarsi per non aver fatto gol. Il loro coraggio è un esempio per tutti noi. Mi hanno fatto vivere emozioni uniche che mi riempiono di orgoglio per ciò che l’Ac Crema sta realizzando con Sportabilità e ringrazio le cooperative sociali del Consorzio Arcobaleno che hanno creduto in un progetto che, ne sono certo, cambierà il volto e l’anima della città di Crema». 

Christian Fiorini: «Per noi Sportabilità ha rappresentato l’occasione di inserire progettualità che puntano a valorizzare la persona, esprimendone appieno le potenzialità, dentro un contenitore di iniziative dove lo sport è in grado di garantire la missione dell’inclusione sociale. All’Ac Crema va riconosciuto il merito di aver saputo mantenere la promessa di trasformare lo sport in qualcosa di più grande. Qualcosa in cui tutti, anche le persone che vivono la difficoltà di misurarsi quotidianamente con disabilità gravi, possono avere un ruolo da protagonisti». 

Patrizia Spadaccini: «I paratleti mi hanno insegnato ad andare oltre i miei limiti. Sono persone straordinarie che lavorano duramente e con passione per fare cose che spesso si danno per scontate. Lo sport consente loro di vivere relazioni piene ed entusiasmanti. E’ una scelta che rende la vita più autentica, aiuta a costruire amicizie come quella che esiste fra me e Ilaria, è un motivo di divertimento e una sfida che necessita sempre di nuova linfa. E’ questa la grandezza dello sport: un presente più emozionante e più vero». 

Ilaria Meloni, ipovedente e già Maglia Rosa nella categoria Pit (Paracycling italian tour): «Il mio sport è il ciclismo, lo pratico da quando ero bambina. Che cosa significa per me lo sport? Progresso, cambiamento, evoluzione. Una crescita personale che mi spinge a fare meglio, ogni giorno, dando un senso e uno scopo a quello che faccio. Mi piace vincere. E’ ovvio. Ma la vera bellezza è il percorso. Quando sei lì e c’è un’altra persona incredibile come Patrizia che conta su di te, si aspetta che non molli e che vada fino in fondo. Lo sport è amicizia, rispetto degli altri prima ancora delle regole, è lealtà e divertimenti vero. L’AC Crema con Sportabilità e con il progetto della squadra di calcio non vedenti ha realizzato un sogno perché sono queste le iniziative che permettono una persona che potrebbe rimare fuori da tutto e la inseriscono dentro un gruppo, danno finalità, creano coesione, danno senso alla vita. So che cosa significa. Complimenti davvero all’AC Crema perché al di là dei risultati è questo, solo questo, il grande valore e il modo più gratificante di vivere lo sport». 

Il moderatore della serata è stato Angelo Colombo. 

 

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