Cinque anni in prima linea, presente tra la gente e attivo sul piano istituzionale. Con un’impennata negli ultimi mesi: la presidenza della Commissione affari istituzionali come posizione privilegiata per seguire in prima persona il percorso, centrale per Regione Lombardia, dell’autonomia. Così Carlo Malvezzi, consigliere regionale uscente e candidato nella lista di Forza Italia, vive una campagna elettorale senza sosta: «Mi definisco un gladiatore di questa terra, e continuerò a lottare ogni giorno per la mia gente».

 

Alla vigilia della sua campagna elettorale, ha lanciato il suo libro, intitolato proprio «La mia terra». Le presentazioni sono state un successo strepitoso: che cosa le ha trasmesso questa dimostrazione di calore?

È stata un’esperienza per me veramente entusiasmante, che mi ha trasmesso una grandissima vicinanza da parte delle tante persone che ho incontrato in questi anni. Sono stati in effetti incontri cui hanno presenziato tantissime persone, oltre ogni aspettativa. Al di là dell’impatto emotivo che ciò ha provocato in me, dietro questo successo mi pare che ci sia anche un giudizio: il fatto che il metodo è quello giusto. La strada percorsa in questi anni è quella su cui continuare a camminare.

 

In cosa consiste questo metodo giusto?

Affrontare con lealtà e umiltà il proprio impegno, guardando in faccia le persone e ascoltando le istanze di tutti. Senza selezionare. Mettersi sempre in una posizione di conoscenza, di immedesimazione, di ascolto e di servizio.

 

Alla luce dei cinque anni di esperienza da consigliere che rappresenta il territorio in Regione, di cosa secondo lei ha più bisogno la provincia di Cremona nei prossimi cinque anni? Cosa manca e su cosa puntare per continuare a rappresentare al meglio questo territorio?

Ci sono sicuramente aspetti infrastrutturali sui quali c’è la necessità di fare progressi, o di completare investimenti avviati. Il primo punto su tutti è quello della linea ferroviaria. Penso alle linee tra Crema e Milano, tra Cremona e Brescia, tra Cremona e Parma. Sono linee troppo spesso malfunzionanti, e dobbiamo fare maggiore pressione sullo Stato, proprietario delle reti, perché garantisca investimenti adeguati. A questo si aggiungono anche gli investimenti sulle infrastrutture stradali da completare, in particolare la Paullese.

 

Oltre alle infrastrutture?

Altro elemento fondamentale è il supporto al tessuto economico del nostro territorio. Ritengo da questo punto di vista che sia prioritario supportare le attività di ricerca e di innovazione che già vengono svolte, anche con grandi risultati, dalle nostre aziende, per favorire una vera e propria rete territoriale, un’alleanza tra mondo delle imprese e mondo della ricerca e dell’università. Allo stesso modo, bisogna rafforzare il rapporto tra piccole e grandi imprese. In questo modo, possiamo veramente favorire lo sviluppo di una rete virtuosa, che favorisca lo sviluppo di tutto il territorio.

 

Uno sguardo ai candidati presidenti: in cosa secondo lei è da preferire il candidato del centrodestra Fontana rispetto a Gori e Violi?

Attilio Fontana è una persona concreta e affidabile: un ottimo amministratore, come ha dimostrato negli anni da sindaco; un professionista serio e stimato; una persona con una comprovata capacità di mediazione e di sintesi. In poche parole: è un uomo del popolo. Ben altra cosa rispetto a Gori, che se si distingue per qualcosa è per l’alta concentrazione di cachemire nel suo abbigliamento. Un uomo estraneo alla sinistra, e troppo snob per essere in sintonia con il centrodestra. Può fare il presidente di Regione in una serie televisiva, non nella realtà. Per quanto riguarda Violi, invece, si tratta di un mio collega che rispetto a tanti esponenti del Movimento 5 Stelle ha almeno dalla sua il fatto di aver svolto una qualche attività nella sua vita. Ma è circondato da troppe persone che non hanno né arte né parte, incompetenti e prive di esperienza, incapaci di dare un vero contributo al miglioramento della nostra Regione. Oggi c’è tanta gente che vive situazioni di difficoltà, e che orienta il proprio malessere in un voto ai 5 Stelle. Ma si tratta di un voto che non porta a nulla, e che è destinato a lasciare del tutto invariato quel malessere.

 

In che modo a suo avviso la concomitanza con le elezioni politiche influirà sul voto regionale?

Nel Paese c’è una forte delusione per l’esperienza del centrosinistra di questi anni. Le grandi tematiche legate all’immigrazione, alla sicurezza e al lavoro sono i punti centrali di questa delusione. Proprio per questo motivo, io credo che l’Italia abbia innanzitutto bisogno di buoni modelli di amministrazione. La Regione Lombardia, negli ultimi 25 anni, è stata l’esempio di questo: qui il centrodestra ha dimostrato come la cultura cattolico-liberale sia in grado di esprimere un assetto legislativo e azioni amministrative che valorizzino la persona, le famiglie e le imprese. Si tratta di un’esperienza che è una dote per il Paese intero.

 

Come vede la situazione del centrodestra?

A livello lombardo sicuramente abbiamo una situazione ampiamente collaudata, con un solido affiatamento tra le varie forze politiche. Per quanto riguarda la situazione nazionale, ritegno che un’affermazione dell’ala moderata dello schieramento possa essere un contributo fondamentale in termini di solidità della coalizione e di governabilità. Tutte le forze del centrodestra costituiscono insieme un progetto unitario e rappresentano al meglio le istanze più autentiche della nostra gente; ma al contempo è indubbio che la parte moderata sia quella più in grado di garantire un governo forte e duraturo.

 

Il suo appello al voto: perché votare Forza Italia? E perché scrivere “Malvezzi”?

Dico di votare Forza Italia perché è il partito con continua ad ospitare le migliori energie della tradizione cattolico-liberale. Invito poi a scrivere “Malvezzi” perché sono un gladiatore di questa terra: non mi arrendo mai, nemmeno di fronte ai leoni. Quello che garantisco è che continuerò a portare con me tutte le persone che ho incontrato e che incontro ogni giorno, e per ciascuno di loro mi batterò con tutte le mie energie.

 

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