CREMONA - Un successo la conferenza "Perché l'Italia non cresce" di Carlo Cottarelli che si è svolta il 22 gennaio dalle ore 10 alle ore 12 presso il Campus di Cremona del Politecnico di Milano.
L’iniziativa ha richiamato tantissimi partecipanti: i 250 posti dell’Aula Magna Maffezzoni si sono esauriti velocemente e ben 18 scuole, distribuite su tutto il territorio nazionale, hanno chiesto di poter seguire l’intervento in video collegamento dal proprio istituto.
 
Durante la conferenza il grande economista cremonese Carlo Cottarelli ha esaminato “I sette peccati capitali” che bloccano il nostro Paese: l’evasione fiscale, la corruzione, la troppa burocrazia, la lentezza della giustizia, il crollo demografico, il divario tra Sud e resto del Paese, la difficoltà a convivere con l’Euro.
 
Questi peccati hanno origine lontana: negli anni ‘80 l’evasione fiscale era più alta rispetto ad oggi, ma la difficoltà a convivere con l’Euro ha fatto sì che gli effetti di questi peccati fossero più devastati; in Italia i costi di produzione sono aumentati di più rispetto ad altri Stati, quali ad esempio la Germania, e questo ha portato ad un aumento dei prezzi, ad una perdita di competitività e ad una diminuzione delle esportazioni che ha impoverito il Paese.
Secondo il Dott. Cottarelli uscire dall’Euro potrebbe risolvere solo parzialmente i problemi che attualmente affliggono l’Italia.
Sicuramente perché l’Italia torni a crescere bisogna contrastare “i sette peccati capitali”, partendo come prima azione dalla riduzione della burocrazia.
Ridurre la burocrazia infatti permetterebbe alle imprese di ridurre i costi, diventando più produttive e più competitive e l’Italia tornerebbe ad essere un Paese dove è più facile investire.
 
«Come non bastano le antiche glorie a darci la grandezza presente, così non bastano i presenti difetti a toglierci la grandezza futura, se sappiamo volere, se vogliamo sinceramente rinnovarci.» con questa citazione di Piero Gobetti del 1918 il Dott. Cottarelli ha concluso la conferenza lanciando un messaggio di speranza per gli italiani.
 
A valle dell’incontro, l’economista cremonese si è reso disponibile a rispondere alle numerose domande che sono arrivate sia dal pubblico in sala, che ha seguito l’evento con grande attenzione e partecipazione, sia dalle scuole che hanno assistito in video collegamento alla conferenza.

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