CREMONA - All’una di venerdì 9 agosto, a Cremona, una pattuglia del Nucleo Radiomobile di Cremona agli ordini della compagnia diretta dal maggiore Rocco Papaleo ha riconosciuto mentre era all’interno di un bar, intento a giocare con una macchinetta videopoker un albanese classe 1991 domiciliato a Grumello Cremonese pregiudicato e illegale nel territorio dello stato.  Questi, noto pregiudicato della zona, veniva immediatamente fermato, come soggetto destinatario di un decreto di espulsione, in quanto risultava essere già stato colpito da un provvedimento emesso dal Prefetto di Cremona in data 10 gennaio 2017 e accompagnato presso l’ufficio frontiera aerea di  Milano Malpensa dove nel febbraio di quest’anno era stato imbarcato per il paese di origine. Lo stesso non cercava in alcun modo di opporsi al rintraccio ed ammetteva di essere rientrato dall’Albania clandestinamente da qualche tempo perché a suo dire in Albania, dove viveva con la nonna, sentiva la mancanza dei genitori. Stante i numerosi precedenti per spaccio di sostanze stupefacente, in particolare cocaina, di cui lo stesso risulta essere da diverso tempo un vero punto di riferimento per gli assuntori della zona, oltre aver travalicato il Po ed esserlo divenuto per alcuni bar di Castelvetro Piacentino, sino ad arrivare a Piacenza, i militari decidevano di procedere ad una perquisizione domiciliare che permetteva di rinvenire nelle sue disponibilità avvolta in un involucro di cellophane, diverse dosi di sostanza stupefacente del tipo cocaina, occultati all’interno di un mobile, sostanza da taglio e porzioni di cellophane con i classici ritagli circolari da cui ricavare gli involucri per la cocaina da destinare al consumo della propria clientela. Pertanto veniva tratto in arresto per i reati di cui agli art. 73 c. 1°, 1 bis e 5 DPR 309/1990 art. 81 cp (detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso) e art. 13 c. 13 D.lgs 286/98 (rientro illegale territorio nazionale seguito espulsione), trattenuto presso la Caserma Santa Lucia sino al rito per direttissima, svoltosi nella mattinata di ieri e che in relazione al soggiorno illegale sul territorio italiano gli è stata comminata una condanna di un anno e due mesi di reclusione mentre per le decisioni in relazione all’attività di spaccio, nelle more degli esiti delle analisi effettuate sulla cocaina il gip del Tribunale di Cremona ha disposto la custodia cautelare al regime degli arresti domiciliari. L’uomo ha dichiarato che dal momento che era rientrato in Italia aveva cercato in ogni modo di non frequentare mai lo stesso bar al fine e nella speranza di non farsi rintracciare e per questo di essersi spinto quasi sempre in alcuni bar dei più vicini centri piacentini.  

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