CREMA - L’utilizzo del farmaco salvavita a scuola è stato il tema di un incontro informativo destinato agli insegnanti del territorio, che si è svolto presso l’aula polivalente dell’istituto Sraffa-Marazzi, curato dal dottor Luis Miguel Fontanillas, neuropsichiatra infantile e neurologo pediatrico presso l’ospedale Maggiore di Crema.


Il dottor Fontanillas ha colto con piacere l’invito dello Sraffa, che si è fatto interprete di un’esigenza sentita da molti docenti e che ha visto coinvolto nell’organizzazione anche l’IC di Bagnolo Cremasco. Alla base dell’intervento del dottor Fontanillas, la riflessione circa la presenza in classe di bambini e poi ragazzi affetti da epilessia o altre malattie, che possono richiedere una somministrazione farmacologica immediata. L’incontro è stato l’occasione per un breve excusrus sull’epilessia: la sua incidenza sulla popolazione europea e scolastica e poi alcune indicazioni su aspetti generali, rischi ed effetti delle crisi più problematiche.

L’epilessia ha spiegato il dottor Fontanillas è una malattia neurologica caratterizzata da disturbi improvvisi e transitori, che dipendono da un’alterazione delle funzioni delle cellule cerebrali. Elemento essenziale nella valutazione sull’opportunità di intervenire in caso di insorgenza delle crisi in ambienti scolastici, è rappresentato dalla durata delle crisi. Per il dr Fontanillas, se di breve durata, a parte qualche raccomandazione sugli spazi circostanti l’alunno, che devono essere liberi da ostacoli che potrebbero provocare infortuni più gravi della crisi stessa, il suggerimento è quello di non fare nulla e attendere. L’intervento del personale scolastico, previa documentazione medica acquisita dagli istituti è invece dovuto, quando ci si trova di fronte ad una crisi di durata superiore ai 5 minuti: infatti, nel caso di crisi generalizzata tonico cronica di durata pari a 5 minuti, l’indicazione che il dottor Fontanillas fa ai docenti presenti è quella di procedere con la somministrazione del farmaco, che la famiglia dello studente solitamente consegna a scuola all’inizio dell’anno scolastico, corredato di documentazione medica e autorizzazioni. Tecnicamente, prosegue il dottor Fontanillas, anche persone non esperte come i genitori e in questo caso, gli operatori scolastici, possono somministrare questo farmaco, efficace se somministrato al momento giusto. L’unica situazione cui prestare particolare attenzione per lo specialista dell’ospedale Maggiore è quella di individuare la durata della crisi, senza farsi prendere dal panico: comportamenti che però non sono sempre facili da tenere, quando ci si trova in quei particolari momenti. 

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