CREMA - Sbattere contro una miriade di problemi, chiudere la bocca e agire per fare la differenza. Oltre i limiti, i sistemi complessi, la burocrazia e i personalismi. Ci stanno provando da poco più di un anno. E ci stanno riuscendo. I componenti della Consulta dei Giovani di Crema non si accontentano di essere alleati della città solo sulla carta, vogliono concretamente dare il loro contributo nei più svariati ambiti del dibattito politico e sociale. Per questo, durante lo scorso anno, non si sono limitati a porre l’attenzione su temi importanti, quale quello della legalità, ma hanno scelto letteralmente di sporcarsi le mani, ripulendo le pareti esterne dell’ex scuola elementare di Via Massari, rilanciando spazi dimenticati, come Largo Falcone e Borsellino. E hanno colto tutto questo come una grande opportunità di crescita. «In questo tempo – conferma il Presidente Giorgio Cardile – molti dei componenti della Consulta hanno scoperto lati del loro carattere che non conoscevano ed hanno intrattenuto legami importanti. Credo questo sia fondamentale, non solo per loro, ma anche per la città intera, per far capire che Crema può contare su giovani desiderosi di mettersi in gioco, di cadere e di riprovarci».

Cadono e ci riprovano. A volte sostenuti dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, che ha fortemente voluto la costituzione di questo nuovo organo, altre volte da soli, con l’unica delusione di non aver ricevuto una motivazione plausibile. «Con l’Assessorato alle Politiche Giovanili si è creato un rapporto analogo a quello che sussiste tra padre e figlio. È fatto di alti e di bassi, di occasioni di confronto e di scontro per addivenire sempre ad una soluzione condivisa. Per questo le esternazioni avute dall’Assessore Gennuso di recente in Consiglio Comunale ci hanno lasciato un po’ perplessi. Riguardo alla questione di Piazza Garibaldi non siamo stati un treno in corsa. Abbiamo riconosciuto l’errore di aver pubblicato il primo progetto senza averlo discusso e ci siamo adoperati alla redazione di un secondo, perché avevamo percepito entusiasmo da parte della Giunta. Non ci rammarichiamo per il “no” ricevuto, continueremo a testa alta più determinati di prima. Credo, però, che i “no” aiutino a crescere, solo se motivati. Siamo giovani, possiamo sbagliare, ma abbiamo anche la capacità di imparare dagli errori, se solo ci venissero spiegati». E, riguardo al “consiglio” da parte di Gennuso alle opposizioni di non strumentalizzare i ragazzi: «Non ci siamo mai sentiti strumentalizzati né dalla Giunta, che ringraziamo per il supporto, né dai vari gruppi consiliari di maggioranza ed opposizione, con cui abbiamo attivato importanti momenti di confronto, che ci hanno offerto spunti interessanti».

Non le manda a dire Cardile, pur avendo, poi, però, l’onestà intellettuale di riconoscere i meriti ad alcuni esponenti dell’Amministrazione. «L’assenza totale della Giunta alla conferenza stampa di presentazione del nostro secondo progetto per la riqualificazione di Piazza Garibaldi ci ha spiazzato. Ma non può bastare questo a mettere in discussione l’interesse e la passione con cui gli Assessori Nichetti, Gramignoli e Gennuso, ci hanno sempre ascoltato ed hanno favorevolmente accolto le nostre idee. Spiace non poter dire lo stesso di altri componenti dell’Amministrazione. Sia chiaro: la Giunta è stata eletta per ascoltare e decidere, ma non vorrei che alcuni esponenti della stessa si sentissero bersagliati dalle nostre iniziative. Noi ci limitiamo a far sentire il punto di vista dei giovani, credendo di far bene per la città. Poi, è vero, non siamo stati eletti, quindi le decisioni spettano ad altri. Ma non eravamo eletti nemmeno quando ci davamo da fare per altro».

Darsi da fare, secondo questi giovani è un imperativo che travalica i confini della politica. Lo dimostra anche lo spiccato interesse che la Consulta ha manifestato nel tempo nei riguardi della tematica della diversità. «Abbiamo scelto di avvicinarci a questo tema perché abbiamo capito che della disabilità oggi si comprende ancora veramente poco. È una realtà circondata da un alone di pietismo e compassione che non giova né a chi la disabilità la vive ogni giorno sulla pelle, né ai normodotati. E, allora, abbiamo scelto di sperimentarla non solo sulla carta, ma scendendo in campo e sfidando gli atleti dell’A.C. Crema 1908 non vedenti e dell’Asd Over Limits per abbattere le distanze ed apprezzare le loro capacità atletiche. Perché, prima di tutto, loro sono atleti. E lo hanno dimostrato suonandocele di santa ragione sul campo». Bando al pietismo, dunque il segreto è guardare la realtà per ciò che è, rendendosi, però, conto che non basta riempirsi la bocca di belle parole, ma è necessario creare le condizioni per far sì che i disabili possano vivere la loro normalità. «Le attività di sensibilizzazione sono utilissime, servono per creare consapevolezza e prendere dimestichezza con la realtà. Ma poi bisogna agire, combattere la burocrazia, per abbattere le barriere architettoniche e mentali. Auspico che venga presto fatta una mappatura di tutti gli interventi necessari non solo per il centro, ma per tutta la città. La richiesta che i disabili rivolgono alle istituzioni è silenziosa, ma esiste ed è nostro dovere esaudirla».

Sono, dunque, buoni gli auspici per il nuovo anno. Ma, oltre all’attenzione per i disabili, la Consulta svela anche un’importante passione per i quartieri. A breve, in collaborazione con il Franco Agostino Teatro Festival, verrà, infatti, attivato presso l’housing sociale dei Sabbioni un laboratorio teatrale di comunità, volto a coinvolgere i piccoli e le loro famiglie e a rilanciare gli spazi. E, ancora, verranno creati progetti di carattere ambientale, come l’attivazione di aree cani in punti strategici della città. Vi sarà, poi, spazio per la cultura con una versione tutta rinnovata di “57 giorni- strade di legalità”, l’iniziativa dedicata alla legalità che lo scorso anno ha riscosso un successo inaspettato.

Insomma, tante belle idee per dimostrare che «i giovani non sono il futuro, ma il presente e che possono fare la differenza oggi, domani potrebbe essere tardi».  È una richiesta educata e composta, ma per niente silenziosa, quella dei giovani: «Dateci la possibilità di fare e anche di sbagliare, perché si diventa grandi anche con gli errori. Non limitatevi a dire che credete in noi, fatelo davvero».

 

Gloria Giavaldi

 

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