CREMA - È caos sul Decreto Sicurezza, promosso dal Ministro dell’Interno, Matteo Salvini. A capo della “rivolta” dei sindaci, il Primo Cittadino di Palermo, Leoluca Orlando, che, con una direttiva ha impartito agli uffici comunali la sospensione dell'applicazione del decreto Sicurezza nella parte riguardante i migranti, perché «disumano». Con lui si sono schierati anche i Sindaci di Parma, Firenze e Napoli. Immediata la risposta del Vicepremier Salvini: «Chi non rispetta il Decreto Sicurezza e aiuta i clandestini, tradisce l’Italia e gli Italiani e ne risponderà davanti alla Legge e alla Storia» scrive sulla sua pagina Facebook.

 

In un panorama così infuocato a livello nazionale, anche il Sindaco di Crema Stefania Bonaldi ha voluto dire la sua, non escludendo di ribellarsi al Decreto Sicurezza: «Come sta succedendo in tutto lo Stivale – scrive sulla sua pagina Facebook – posso confermare che anche noi, in collegamento con ANCI ed altre Amministrazioni, stiamo operando tutti gli approfondimenti del caso, perché non escludiamo iniziative, anche forti e significative, volte alla tutela dei diritti garantiti dalla Costituzione (e dai Trattati internazionali), laddove essi risultassero compromessi dall’applicazione del decreto».   

 

Parole queste che hanno suscitato l’immediata reazione della Deputata leghista, Claudia Gobbato: «Il Sindaco di Crema Stefania Bonaldi parla di “iniziative forti” per non rispettare una Legge dello Stato. Penso che l’unico atto forte che possa fare sia dare subito le dimissioni in quanto è stata eletta per tutelare i suoi concittadini e non gli immigrati: così facendo tradisce il mandato avuto dai cremaschi”. “Ancora una volta – prosegue l’Onorevole – la sinistra pensa prima agli immigrati, si preoccupa di “studiare come poter disubbidire al decreto”, come afferma la Bonaldi e mai agli italiani, con l’unico risultato di riempire Crema e le nostre città di clandestini. Finalmente l’Italia ha un Ministro vero che pensa prima alla nostra gente e che in pochi mesi di governo ha ridotto gli sbarchi di oltre l’80%”. Quanto all’istinto di ribellione, Gobbato conclude: “Il Sindaco Bonaldi e i suoi colleghi risponderanno delle loro azioni davanti alla Legge e ai loro concittadini”.

 

La dura presa di posizione della Deputata leghista ha causato una risposta al veleno del Primo Cittadino: «L’Onorevole Gobbato chiede le mie dimissioni perché annuncio che stiamo operando approfondimenti sul Decreto Sicurezza, al pari di moltissime amministrazioni locali, e non escludiamo azioni forti, laddove risultino compromessi diritti costituzionalmente garantiti. L'onorevole – prosegue Bonaldi – sembra avere un conto aperto con gli esseri umani "diversi", quelli che non somigliano esattamente a lei. Possiamo anche comprenderlo. Quello che, invece, non possiamo capire è come si possano rappresentare le istituzioni quando si coltivano pensieri come quelli contenuti nel Decreto Sicurezza, che l’Onorevole condivide con tutta se stessa, massicciamente. Forse non sa che la categoria “cittadini” non significa nulla, se la stacchiamo dalla categoria “esseri umani”. Noi ci occupiamo di esseri umani e sappiamo che appena mettono piede nel nostro Paese o anche nel nostro territorio, assumono i diritti e doveri dei nostri concittadini. Elementare per tutti, meno che per la signorina Gobbato, per i leghisti e i per fascisti, ai quali proprio non entra in testa che la civiltà è tale solo dove finiscono gli istinti e comincia la ragione. Egualmente non entra loro in testa che la coscienza viene prima delle leggi, o che i diritti non li concede l'Onorevole e nemmeno il suo partito, ma sono frutto delle conquiste fatte dai nostri padri e non di una vincita a qualche lotteria di paese. Speriamo l'Onorevole Gobbato, non si scoraggi, con un poco di impegno ce la può fare. In fondo qualche impresa l’ha realizzata pure lei, ad esempio è spuntata dal nulla alle ultime elezioni ed è riuscita a rimanere nel punto da cui è partita. Niente male. Si dia del tempo, non abbia fretta, non è nemmeno necessario parli per giustificare il lauto stipendio da parlamentare. Glielo concediamo sulla fiducia, visto quello che inventa quando apre bocca».

 

Dai toni leggermente più pacati, l’intervento del Senatore leghista Simone Bossi, che comunque non risparmia pesanti critiche ai “sindaci di sinistra”, che in queste ore si stanno ribellando al Decreto Sicurezza: «In questi giorni stiamo assistendo a una polemica strumentale e surreale da parte di alcuni sindaci di sinistra, che a quanto pare hanno più a cuore gli immigrati clandestini che i cittadini italiani. Affermare di non voler applicare una legge dello Stato, a meno che la loro non sia una poco comprensibile sparata elettorale, rappresenta un grave e preoccupante precedente. Prima di parlare a sproposito, questi sindaci farebbero meglio a leggere i contenuti del decreto Salvini, promosso dal Governo, approvato dal Parlamento democraticamente eletto e firmato dal Presidente della Repubblica. Un provvedimento che finalmente mette ordine dove prima regnava il caos, dando ai sindaci e alle forze sul territorio le risorse necessarie per contrastare in maniera adeguata il crimine e il degrado. Se non vogliono applicare la legge, non facciano i sindaci e rassegnino le dimissioni». (GG)

 

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