CREMONA - “Diversamente Uguali”, il festival dedicato allo sport paralimpico e alla cultura inclusiva, giunto alla sua undicesima edizione, quest’anno ha fatto spazio alla passione per la danza, quella che va oltre le avversità della vita e continua a vivere nella voglia di chi ha scelto di non fermarsi, di continuare più forte di prima. Lo ha raccontato a Palazzo Trecchi di Cremona, la campionessa italiana di danza sportiva paralimpica, Chiara Pedroni, in compagnia dei ballerini ciechi di “Ballo Anch’Io”, la scuola di danza inclusiva istituita nel 2015 dalla sezione territoriale dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti.

 

«La mia storia, fatta di sport ed alimentata dal desiderio di continuare a sognare in grande ha preso vita proprio grazie a Diversamente Uguali» spiega Chiara Pedroni. «Sono in sedia a rotelle a causa dell’endometriosi, ma, grazie agli organizzatori di “Diversamente Uguali” mi sono avvicinata alla pratica della danza in carrozzina ed ho potuto continuare a coltivare la mia più grande passione». Lo sport è stato per Chiara anche un aiuto per prendere piena consapevolezza di sé. «Su una sedia a rotelle la vita cambia e, con l’endometriosi, non è sempre facile, ma grazie allo sport ho avuto modo di coltivare altre abilità e di capire che, a volte, il vero segreto per andare avanti sta nell’accettarsi per ciò che si è, senza pretese». Poi balla e, quando la musica finisce, sorride: «Danzando ho capito che la carrozzina è un grande aiuto. Anzi, per la Chiara 2.0, è un’opportunità». Perché, grazie alla carrozzina, oggi Chiara è tornata a danzare e a sentirsi uguale agli altri nella sua diversità. «Dopo l’avvento dell’endometriosi, mi sentivo persa. Oggi, invece, ho capito che, in fondo, al mondo siamo tutti uguali, proprio perché siamo tutti diversi».

 

Lo dice mirando dritto verso i ballerini ciechi con cui collabora da qualche tempo. «La nostra collaborazione è nata in occasione di un evento organizzato a Crema». Ed è stato subito amore. Al punto che Chiara, prima di cedere loro la pista, ha ballato bendata, per abbattere tutte le barriere. Spazio poi alla danza latina al buio. Bachata, salsa e boogie woogie a luci spente per dimostrare che i limiti non sono un ostacolo alle proprie passioni. «Questa scuola – ammette la presidente dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Cremona, Flavia Tozzi – è nata da una brillante intuizione del nostro consigliere territoriale Davide Cantoni. E nel tempo si è fatta strada, dando prova di come al buio sia possibile anche divertirsi».  I ballerini ciechi hanno poi invitato il pubblico a ballare insieme a loro per chiudere una serata indimenticabile all’insegna dello sport per tutti.

 

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