CREMA - Franco Ungaro è il nuovo direttore artistico del Teatro San Domenico. Scelto dal Cda della Fondazione guidato dal presidente Giuseppe Strada, ha presentato il suo progetto: «Avendo fondato e poi diretto il Teatro Koreja di Lecce per 30 anni (www.teatrokoreja.it ) portandolo verso riconoscimenti nazionali e internazionali, ho maturato esperienze e competenze professionali che ritengo utili spendere per il Teatro San Domenico di Crema».

«Come si evince dal mio curriculum ho avuto in carico ruoli ed esperienze diverse, poiché ho condiviso e preso in carico la direzione artistica di numerosi progetti, assunto compiti di project manager, sviluppato numerosi progetti internazionali, diretto e coordinato importanti attività di formazione artistica e insegnato in corsi di formazione per conto di agenzie private e per l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ho in corso collaborazioni con numerose testate giornalistiche e riviste di settore per le quali ho scritto interventi, articoli e recensioni: tutte esperienze che mi hanno portato ad avere una ottimale   conoscenza teorica e pratica del sistema dello spettacolo e della creatività, soprattutto dal punto di vista artistico, gestionale e della comunicazione».

«Conto di contribuire con la mia vasta esperienza e le mie qualità a rafforzare la mission della Fondazione e del Teatro sostenendo e alimentando la vocazione di un ‘teatro pubblico’ che deve continuare ad essere il teatro della comunità, luogo di formazione della coscienza civile e politica, presidio che illumina di luce e di cultura il territorio che lo circonda, spazio pubblico di socializzazione e condivisione. Intendo pertanto operare affinché il Teatro San Domenico occupi un ruolo di rilievo nel sistema nazionale agendo sui suoi punti forza che provengono dalla  posizione geografica (collocato com’è in un piccolo centro urbano dove i legami sociali non si sono ancora del tutto sfilacciati come  nei grandi centri urbani) e dalla sua storia di ex convento adibito da sempre a svariate ed importanti funzioni civili e sociali    (cavallerizza, asilo, ospedale, mercato, camera del lavoro etc).».

«Nel sistema globalizzato della società e dello spettacolo attenzioni e investimenti maggiori meriteranno situazioni ‘periferiche e di provincia’ che sapranno coltivare una propria specificità e peculiarità, che sapranno trovare la propria ‘strada maestra’ in percorsi innovativi, partecipati e inclusivi. Mi piace coltivare la dimensione ‘popolare’ delle arti, lavorando per includere i cittadini e gli attori chiave del territorio nelle scelte artistiche così come mi piace lavorare allo sviluppo di nuovi pubblici (le giovani generazioni, fasce sociali svantaggiate etc).».

«Il teatro come forma di esercizio della nuova cittadinanza attiva. Un teatro accessibile e sostenibile come esperienza e atto pubblico strettamente legato alla comunità. Da un dialogo e rapporto più stretto con i cittadini e il territorio, dall’audience development oltre che dallo sviluppo di una dimensione internazionale potrà conseguirne un incremento del potenziale economico delle attività».

«Alla luce del contesto dove opera, dei risultati conseguiti e delle attività precedentemente realizzate, coerentemente con gli indirizzi della Fondazione e i presupposti del bilancio finanziario, il progetto per il triennio 2016-2018 persegue pertanto i seguenti obiettivi artistici e gestionali. Qualificare ulteriormente l'offerta teatrale e artistica nella direzione della professionalità, della qualità artistica, della molteplicità e multidisciplinarietà delle proposte pervenendo a un incremento delle giornate di apertura e di lavoro del teatro. Rafforzare il radicamento territoriale, valorizzare e professionalizzare le risorse artistiche del territorio in una logica di interazione e dialogo con il sistema teatrale e istituzionale a livello provinciale, regionale e nazionale. Contribuire all'internazionalizzazione del contesto. Coltivare l’interesse e la domanda delle giovani generazioni e di nuove fasce di pubblico per una maggiore partecipazione e inclusione pervenendo a un incremento delle presenze di pubblico». 

«Intendo pertanto consolidare e sviluppare le attività realizzate negli anni precedenti attraverso. Una programmazione artistica di qualità che intercetta generi e linguaggi diversi (dal teatro di prosa al teatro di innovazione e per le giovani generazioni, dalla danza alla musica etc) e che si caratterizza anche per l’offerta di occasioni di incontro e formazione fra artisti e cittadini che vadano oltre la pura e semplice rappresentazione. Una offerta che si qualifica e si estende sempre di più. D’intesa con la Fondazione e le associazioni locali si indagherà la possibilità di progettare le attività estive di spettacolo, disseminando eventi in un percorso che parte dal Teatro San Domenico e raggiunge altri spazi urbani pubblici; allargando l’uso e la fruizione di spazi non convenzionali (palazzi, chiese, piazze, biblioteca, museo etc) e contesti di interesse storico architettonico-ambientale; attivando  modalità di partecipazione, di coinvolgimento e di relazione della comunità con i beni  culturali della città secondo i principi della Convenzione di Faro lanciata dal Consiglio d’Europa e della Convenzione Unesco; disseminando attività residenziali di creazione artistica dentro il Teatro. Confronto permanente e creazione di tavoli di lavoro con le direzioni artistiche dei più importanti teatri della provincia e della regione e con il sistema lombardo delle residenze teatrali; b2) confronto con le istituzioni provinciali, regionali, nazionali (assessorati alla cultura, Fondazione Cariplo e altre Fondazioni, scuole, Università, Mibact etc)».

«Confronto con i cittadini e l’associazionismo attraverso seminari tematici e gruppi di studio e lavoro. Partecipazione a bandi nazionali e regionali, creazione di una rete di volontari che affiancano il personale di servizio del Teatro San Domenico, adesione all’Agis, a Confindustria, a Lega Coop.Cultura e ai distretti culturali, confronto e creazione di tavoli di lavoro con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali del territorio. Partecipazione del Teatro San Domenico a bandi e a reti europee che coinvolgano i teatri municipali in azioni di valorizzazione del patrimonio culturale della città, di inclusione sociale, di sviluppo della imprenditorialità e della creatività giovanile (Erasmus+, Creative Europe, Fondi Fesr, Fse, Pon e Por).  In tal modo il Teatro potrà esplicitare la sua funzione di motore dello sviluppo locale e nello stesso tempo essere inserito in circuiti europei virtuosi. Implementazione di percorsi educativi e formativi che guardano al teatro come forma di inclusione e coesione sociale, un’attività che comincia dall’infanzia e segue progressivamente il pubblico nella sua crescita.  L’audience development e una maggiore accessibilità alla fruizione degli eventi sono due priorità nella mia agenda e nella mia visione artistica. Parte integrante della programmazione saranno le rassegne di teatro per ragazzi, i corsi e i laboratori teatrali e creativi rivolti a tutte le fasce di età come anche gli spettacoli proposti da compagnie e artisti che praticano forme di ‘teatro sociale’ o ‘di comunità’. Per estendere ancora di più l’accessibilità al teatro, si sperimenteranno due ‘open days’ all’anno per permettere l’ingresso gratuito a teatro per i cittadini che altrimenti non entrerebbero mai in teatro. Si sonderà la possibilità di organizzare un ‘dopo teatro’ in un ristorante della città dove dialogare a stretto contatto con gli artisti ospiti della stagione teatrale».

«Nello specifico il mio contributo operativo per la definizione della programmazione artistica e culturale sarà finalizzato a. Valorizzare nell’ambito del teatro i talenti locali, nazionali e internazionali selezionandoli attraverso criteri di professionalità, esperienza, innovazione nel linguaggio, riconoscibilità di uno stile, focalizzando l’attenzione su compagnie e artisti che esaltano la tradizione dell’arte dell’attore, in particolare la generazione cresciuta al fianco di grandi maestri del teatro italiano e internazionale   o nell’alveo dei teatri stabili pubblici e del teatro di innovazione e indipendente. Operando a stretto contatto con le Istituzioni scolastiche cittadine e provinciali, ambito specifico di intervento sarà quello del teatro per ragazzi con le repliche domenicali rivolte alle famiglie e le repliche infrasettimanali rivolte alle scolaresche, coinvolgendo compagnie regionali ed extraregionali tra le più qualificate del settore. Per rinsaldare il rapporto con il territorio spazio e rilevanza verrà dato al teatro amatoriale, locale e regionale, come anche alle scuole di danza e ai gruppi musicali emergenti. Nell’ambito della danza costruire una memoria della coreografia nazionale e internazionale attraverso la presentazione di spettacoli e conferenze spettacolo ad opera di compagnie professionali. Sarà facilitato l’arrivo a Crema delle eccellenze coreografiche italiane e internazionali. La programmazione di spettacoli verrà affiancata da conferenze spettacolo».

«Nell’ambito della musica, in accordo con associazioni e scuole di musica locali e con Istituzioni nazionali (Istituto Musicale Folcioni, Conservatori e Biennale Musica di Venezia) costruire un percorso creativo-esperienziale che vada oltre il semplice ascolto della musica e delle musiche con uno scambio educativo formativo fra i talenti locali e regionali e alcune delle eccellenze nazionali. D’intesa con la Biblioteca Comunale, le librerie e le scuole della città far conoscere la giovane letteratura italiana attraverso incontri con giovani autori e critici affermati. D’intesa con le associazioni di volontariato e di promozione sociale attive in città implementare un segmento di programmazione teatrale con artisti che operano nell’ambito del teatro sociale e di comunità. Avviare un segmento di programmazione internazionale ospitando compagnie e teatri municipali europei che aderiscono a reti europee. Sottoscrivere partenariati e convenzioni con Università, Scuole, Associazioni, Imprese, Fondazioni, Ambasciate, Istituzioni finalizzate alla condivisione di progetti per la partecipazione a bandi nazionali ed europei, alle azioni di audience development, allo sviluppo di azioni formative e di educazione al teatro e alla creatività ma inserirsi anche in progetti di rete regionali e nazionali (Altri percorsi, Circuiti regionali e interregionali etc). Obiettivi perseguibili e da condividere con la Fondazione saranno la stipula di convenzioni con le città capitali europee della cultura (e con Matera 2019 in particolare), con la Civica Scuola Paolo Grassi di Milano e in vista del triennio 2018-2020 il riconoscimento del Teatro San Domenico come organismo di programmazione dal parte del Mibact ai sensi dell’art. 17 del DM 1 luglio 2014». 

 

      

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