CREMA – Prenotare un tavolo al ristorante e scegliere il menu in anticipo; essere informati sul nuovo modello di scarpe arrivato nel negozio di fiducia; fissare l'appuntamento dal parrucchiere preferito; ricevere informazioni sui nuovi prodotti dal tuo farmacista. E molto altro ancora. Il tutto in una sola applicazione, pensata appositamente per i piccoli commercianti, cioè per quei tanti negozi del centro cittadino che da soli non hanno mezzi per competere con il marketing messo in campo dalla grande distribuzione. Si chiama myPushop, l'app per i negozianti creata dalla società Softboom, leader italiana nella creazione di applicazioni che si è guadagnata un posizionamento tra le cinque migliori aziende citate da Apple nel settore delle app.

 

Ora, grazie a Stefano Fasoli – soresinese, classe 1978, commerciale della Softboom – l'applicazione sta per sbarcare anche a Crema. Già diffusissima a Milano, Roma, in Toscana e in tante altri parti d'Italia, da pochi mesi myPushop è entrata nel circolo dei negozi di Soresina e Castelleone. «Ed è stato subito un successo straordinario», spiega all'Inviato Stefano Fasoli: «In pochi mesi l'app ha già avuto più di mille download. E i negozianti sono riusciti a incrementare le vendite, e in alcuni casi a vendere in pochi giorni prodotti che altrimenti sarebbero stati venduti in diversi mesi. Sull'onda di questo successo, adesso è il momento di sbarcare nel territorio di Crema e di Lodi. E penso che proprio Crema, con il suo centro cittadino decisamente vivo sul piano commerciale, possa giovarsi moltissimo di un'app come myPushop, per fidelizzare e rendere sempre più stretto il rapporto tra i negozianti e i loro clienti».

 

E l'elemento più interessante dell'app è proprio questo: dotare i negozi del centro di uno strumento innovativo ed efficace per attrarre e tenere legata a sé una clientela che altrimenti è destinata sempre più a spostarsi verso i centri commerciali e la grande distribuzione. «Il punto», spiega ancora Fasoli, «è che la grande distribuzione ha un'incredibile marcia in più dal punto di vista del marketing. Il consumatore medio viene bombardato di informazioni su offerte e promozioni dai supermercati, sui nuovi prodotti in arrivo, e non sa nulla di quello che offrono i negozi del centro, se non entrandovi. Spesso è proprio su questo che nasce la decisione di andare al supermercato invece che nel negozietto: perché si è stati informati, si è stati ''invitati'' ad andare. Non perché l'offerta sia migliore. Il problema è che il piccolo negoziante non ha le risorse per strutturarsi da solo dal punto di vista del marketing».

 

Ecco allora che per supplire a questa carenza arriva myPushop: «Con la nostra applicazione si crea sostanzialmente una sorta di supermercato dei negozi del centro», racconta ancora Fasoli. «È naturale che nessuno si scaricherebbe l'app del macellaio, del farmacista, del negozio di abbigliamento, della trattoria ecc. Ci vuole un'unica applicazione, all'interno della quale ci sono le vetrine di tutti i negozi. E nell'app si realizza esattamente questo: una vetrina per ciascun negozio che ha aderito; la possibilità per i commercianti di mandare, attraverso l'app, comunicazioni mirate su offerte, novità, prodotti in arrivo; coupon da scaricare per andare in negozio e beneficiare di un particolare bonus. Sono tanti gli utilizzi che si possono fare dell'app: si può prenotare in anticipo il ristorante decidendo già il menu; si può prenotare l'appuntamento in un salone da parrucchiere scegliendo anche il parrucchiere da cui si vuole essere serviti; si può ordinare la spesa a domicilio. E poi i negozi possono decidere insieme degli ''eventi'' congiunti. Ad esempio, a Soresina abbiamo fatto l'operazione ''8 marzo'', e i vari negozi hanno fatto offerte specifiche intorno a questo tema. È veramente un modo di fare rete che dà forza ai negozi e va incontro alle esigenze del cliente».

 

Il download dell'applicazione è naturalmente gratuito, spiega Fasoli: «Certo, per il negoziante c'è una spesa, che è comunque molto contenuta. Ma poi non c'è assolutamente nessuna trattenuta sulle transazioni. Ci sono molte realtà note sul web che si fingono gratuite, ma che poi pesano molto in termini percentuali sulle singole vendite». Insomma, un vero investimento per i negozianti. Ma soprattutto, un mezzo per far rinascere e dare forza al centro cittadino, altrimenti schiacciato dalla potenza di fuoco messa in atto dalla grande distribuzione. Tramite l'innovazione di un'app, paradossalmente, si può tornare alla buona e sana tradizione di fare la spesa vicino casa, dal negoziante di fiducia, dove poter anche incontrare amici e conoscenti per fare due chiacchiere.

 

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