CREMONA - «Al netto di qualche pezzo di pista ciclabile, dopo 5 anni di “cura Galimberti”  la città è rimasta immutata. In realtà qualcosa è successo. Qua e là sono sbucate piccole rotatorie strette anche per un go-kart, sono nati cordoli gialli e neri ovunque, sono stati applicati dossi spacca-ruote sulle vie di scorrimento, la progettazione e la manutenzione delle strade è stata abbandonate in preda all'ossessione per l'eliminazione delle automobili mentre i manti bituminosi stanno diventando veri e propri percorsi accidentati regolati da semafori con lampadine spesso bruciate. Forse erano impegnanti a spegnere l'inceneritore o a risolvere i problemi di via Giordano, chi lo sa. Ciò non di meno le inaugurazioni proseguono». E’ quanto dichiara il consigliere comunale di Forza Italia Federico Fasani, che va all’attacco della giunta Galimberti criticando l’intervento di riqualificazione dell'area lungo via Goito, da qualche giorno ufficialmente riaperta al pubblico. 

«Si inaugura una pista ciclabile che è più pericolosa della Parigi Dakar - sottolinea Fasani riferendosi alla ciclabile in viale Trento e Trieste - si inaugurano i plastici di interventi fatti da altri ma soprattutto si inaugura la ghiaia. Sì, la ghiaia! Dopo anni in cui era ampiamente prevedibile lo sblocco del area di via Goito, l'Amministrazione si fa cogliere impreparata. Non esiste un progetto, uno studio ma nemmeno una timida ipotesi di quello che questo spazio può diventare. Eppure sono molti gli stimoli che derivano dalla sua posizione, dalla contiguità con determinate funzioni della città, dalla strategicità rispetto a corso Garibaldi o dalle dimensioni tutt'altro che ridotte di questo spazio. E allora, per la disperazione, si organizza l'inaugurazione di una distesa di ghiaia punteggiata da qualche fioriera, in pratica si inaugura l'assenza di un progetto cioè l'assenza di qualsiasi traiettoria per lo sviluppo di questo vuoto urbano».

«Questo è solo l'ennesimo esempio di una condotta improvvisata - chiosa il consigliere azzurro - fatta di micro interventi che non possono bastare per una città che ha bisogno anche di spazi per potere esprimere i propri talenti. Noi vogliamo un'Amministrazione coraggiosa, capace di azioni decise,  che si preoccupa di quello che succederà, un'Amministrazione in grado di accompagnare le trasformazioni e non di subirle inaugurando il nulla. Chi governa deve assumersi la responsabilità di affrontare le trasformazioni urbane».  

«Per quest'area stiamo elaborando un'idea che presto presenteremo, rispettosa dei cittadini e delle loro esigenze. Si tratta di un contesto complesso perché nodale rispetto ai flussi di molti utilizzatori della città; è un punto di arrivo ma anche di transito, di permanenza ma anche di passaggio. E' un tema che deve essere affrontato senza condizionamento ideologico ma partendo dall'osservazione delle necessità reali della comunità. L'alternativa è assistere per altri 5 anni all'inaugurazione dell'acqua calda che, per inciso, continua ad arrivare dal termovalorizzatore».

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