CREMA - Dopo la presa di posizione degli otto sindaci che hanno deciso per il recesso, interviene sul caso di Scrp anche il consigliere regionale della Lega Federico Lena. «I sindaci eretici di Scrp si sono espressi pubblicamente evidenziando uno strappo maturato nel tempo che indica un malessere di difficile ricomposizione», spiega Lena. «“Restituisci i miei soldi poi pensiamo a qualcosa di più leggero” mi sembra un pensiero corretto nella prima parte e di più difficile realizzazione nella seconda. E’ chiaro che la mancanza di fiducia in questa S.p.A. da parte dei sindaci eretici è, a mio avviso, legittima nei termini espressi dagli stessi nel tempo. Dalla questione dei varchi elettronici, a quella della gara rifiuti, ai dubbi sulle competenze interne all’azienda e ai conseguenti incarichi esterni sono solo alcuni dei mal di pancia espressi a più riprese: rimaste in stand by queste questioni (con alcuni che hanno percorso strade alternative…) non si poteva immaginare epilogo diverso».

 

«Nonostante l’elencare da parte del Sindaco Casorati tutta una serie di obiettivi raggiunti da Scrp - prosegue Lena - è evidente che alcune questioni siano rimaste senza risposta ed abbiano legittimato (a detta dei sindaci eretici) una scelta tranchant che condizionerà il futuro dell’area omogenea cremasca». Il consigliere regionale si riferisce a due questioni: «la cessazione del ramo idrico a Padania Acque (obbligatorio per legge) senza il passaggio di nessun dipendente (ramo idrico) alla nuova società. Perché? Altre municipalizzate l’hanno fatto, SCRP no? Non avevano addetti all’ idrico? Mah!»; in secondo luogo, «i dipendenti con un costo medio (sempre a detta loro ma verificabile dal bilancio) di circa 72mila euro anno non erano giustificati come costi così alti? Un costo così alto per una quindicina di dipendenti che necessitano di un continuo utilizzo di consulenti esterni equivale a legittimare un altro forte dubbio sulle competenze interne».

 

«Rimane un fatto», conclude Lena: «Scrp si sta sgretolando e questo è solo un esempio delle difficoltà di convivenza ma i comuni cremaschi riusciranno a trovare un punto di incontro che li veda uniti in questioni fondamentali per il territorio? La lotta per l’indipendenza dell’ospedale è stato un esempio di coesione ma il futuro offrirà altre battaglie; saranno in grado di ritrovare un idem sentire?».

 

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