Non c’è più molto da chiedere al governo Gentiloni. La legislatura è giunta nella fase di ‘fine vita’. Le elezioni sono imminenti. L’obbiettivo è monetizzare la quota maggiore di consenso nel più breve tempo possibile. Una circostanza che trasforma il biotestamento nell’arma prediletta di Renzi per dare un segnale di coesione a tutte le anime della sinistra, relegando in subordine il legame con Alfano che ha rappresentato il leitmotiv dei mille giorni a Palazzo Chigi dell’ex premier.

Un rapporto, quello con il ministro degli esteri, che ha consentito al segretario del Pd di avere le mani libere quando era a capo dell’esecutivo. Ma che ora, proprio in vista dell'appuntamento delle urne, diventa sempre più compromettente. Se c’è una cosa che unisce gli alleati fedeli e potenziali di Renzi, infatti, è proprio l’ostilità verso il leader di Alternativa Popolare che, peraltro, ha già dichiarato che non darà il suo appoggio al biotestamento. Alfano, Lorenzin, Formigoni e Lupi stanno scommettendo il tutto per tutto sul bonus bebè da inserire nella manovra.

Renzi da parte sua ha già fatto in modo di archiviare lo Ius Soli facendo un favore a Gentiloni, che non avrebbe retto il colpo, ed evitando in questo modo di presentarsi sulla scena elettorale con un handicap pesantissimo. Che l’elettorato, in questo momento, sia più favorevole a recepire i messaggi della destra è testimoniato ampiamente dai trend dei sondaggi. Male che vada si voterà a marzo 2018: una tempistica troppo breve per riservare sorprese rispetto agli andamenti attuali. Il centrodestra è avanti e buttarsi a capofitto nella battaglia tanto cara alla sinistra dello Ius Soli significherebbe rassegnarsi alla sconfitta.

Le norme sul ‘fine vita’, invece, offrono vantaggi espliciti e immediati. Renzi sa di non poter contare sull’appoggio degli alfaniani ma sa invece che avrà il sostegno di Mdp, che gli può risultare molto utile ai fini della campagna elettorale, aggregando le forze di sinistra e dando un segnale in direzione della destra laicista. Un fronte che si può realisticamente ipotizzare più esteso rispetto ai confini della maggioranza dal momento che anche molti esponenti del Movimento 5 Stelle guardano con favore alla possibilità di disciplinare diversamente le regole del ‘fine vita’.

La legge contempla l’obiezione di coscienza da parte dei medici che non intendono sospendere la terapia di idratazione e nutrizione al paziente, ma la struttura ospedaliera ha obbligo di assecondare le volontà del malato espresse nelle Disposizioni anticipate di trattamento (Dat). La decisione se e come farsi curare nella fase finale della malattia, agli occhi di molti cattolici, può equivalere ad una sorta di suicidio assistito.

Renzi però, da buon tattico democristiano quale è, si muove sulla base dell'ambizione di unificare la sinistra. Un passaggio fondamentale per accreditarsi come il candidato premier della coalizione che sfiderà il centrodestra e il grillino Di Maio. Vista l'impossibilità di procedere con lo Ius Soli, quindi, urge un’alternativa. Nulla di meglio che il biotestamento. (Roberto Bettinelli)

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