CREMONA - Quando parliamo di Lgh ci riferiamo ad alcuni servizi. Energia elettrica e gas, raccolta rifiuti e teleriscaldamento «intorno ai quali si possono costruire grandi prospettive di rilancio industriale». Dal  «1° gennaio 2018 il mercato sarà liberalizzato» mentre «la competizione fra utilities diverrà molto aspra».  La holding «necessita di un piano industriale che richiede visione, strategie, investimenti». Lo ha dichiarato il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti intervenendo lunedì 16 novembre al Consiglio comunale in merito alla partnership tra Lgh e A2A. Il primo cittadino sostiene che «le linee del piano industriale si ispirano», tra gli altri principi, al «mantenimento dell’identità e della riconoscibilità sul territorio delle imprese esistenti», al «miglioramento degli standard di qualità e dei livelli di efficienza gestionale dei servizi» e alla «salvaguardia dei livelli occupazionali». In un lungo e articolato discorso Galimberti ha toccato gli aspetti salienti dell’operazione.

 

In conclusione ha annunciato una serie di iniziative pubbliche. «Ora spetterà ai consigli comunali esprimersi. Nelle prossime settimane diverse altre saranno le occasioni di confronto anche pubblico anche con categorie economiche e produttive». Di seguito l’intervento integrale. 

 

LA COMUNICAZIONE DEL SINDACO SU LGH-A2A
«Tutto (forse anche di più) è stato scritto sul negoziato LGH e A2A. Ed è un bene perché la città deve confrontarsi su una partita fondamentale per il futuro di Cremona. Occorre, però, essere chiari e onesti con i cittadini: a che cosa ci riferiamo quando parliamo di LGH? Di acqua si occupa Padania Acque, società in house, che alla fine di quest’anno sarà ulteriormente rafforzata. Di manutenzione strade, gestione della sosta, spazzamento neve, semafori e segnaletica, varchi elettronici ovvero di molti servizi essenziali in città, si occuperanno AEM, su cui stiamo molto lavorando in un percorso virtuoso di risanamento, e la nuova società “Servizi per Cremona”, che stiamo costruendo e che opererà dal prossimo anno. Seguendo le linee indicate dal Consiglio comunale, questi servizi saranno gestiti con maggior indirizzo e controllo da parte del Comune stesso. In particolare, l’illuminazione pubblica sarà oggetto nel prossimo futuro, di un progetto di ammodernamento che consentirà risparmio energetico, benefici per l’ambiente e abiliterà la nostra città verso il modello di smart city.

 

A proposito, voglio dire che stiamo lavorando con serietà sulla situazione di AEM, per risolverla. Questo lavoro è riconosciuto da molti, anche se il cammino è ancora in atto, tutt’altro che agevole e per nulla scontato e non esistono improbabili formule o soluzioni miracolose, come qualcuno ipotizza. La storia di AEM e gli indirizzi che l’hanno caratterizzata negli ultimi anni sono noti a chiunque voglia vedere e sono scritti in numeri e bilanci. Ora questa storia ci ha dato la missione di restituire alla città la sua bella patrimoniale, lavoro difficile e complesso e tutto il Consiglio di amministrazione di AEM lo sta seguendo con grande cura, ed anche per questa questione abbiamo riportato più volte in diverse sedi il nostro operato. La lotta politica, nella smania di attaccare quello che si considera il nemico, anche con accuse infondate e affermazioni offensive, non dimentichi mai il bene comune della città; tutti dovremmo lavorare per risolvere i problemi a vantaggio di tutti.

 

Quando parliamo di LGH parliamo pertanto non di tutti i servizi, ma di alcuni servizi, certo anch’essi importanti: energia elettrica e gas, igiene urbana (raccolta e smaltimento dei rifiuti), teleriscaldamento, servizi per una smart city. E si tratta di servizi intorno ai quali si possono costruire grandi prospettive di rilancio industriale.

 

Prima di arrivare proprio alle linee di un piano industriale, che può portare efficienza e nuovi servizi innovativi, è certamente necessario descrivere l’attuale contesto. Il gruppo LGH opera in un mercato, quello delle multi-utilities, sempre più difficile, complesso e con margini economici in progressiva contrazione. Facciamo l’esempio di energia elettrica e gas: non esiste più la società di servizi locali: ricordate la municipalizzata unica che conteneva tutti i servizi? Ora la vendita di gas e elettricità è in capo a società in forte competizione fra loro: elaborano tariffe e formule contrattuali, talvolta aggregate a proposte di servizi e/o prodotti; operano sul mercato (domestico, artigiani, commercianti, piccole aziende, industrie), senza esclusione di colpi. Anche LGH, attraverso la sua società di vendita Linea Più, opera in tale contesto ed è in competizione. 

 

A partire dal 1° gennaio 2018 il mercato sarà liberalizzato, non ci saranno più i prezzi di riferimento per gas ed elettricità attualmente stabiliti dall’Autorità (AEEGSI) e tutti i consumatori dovranno scegliere nuovi contratti sul libero mercato. La competizione fra utilities diverrà molto aspra; per competere si dovrà far leva su bassi costi di approvvigionamento dell’energia e dei servizi connessi alla loro erogazione ed alla capacità commerciale di mantenere i clienti serviti.

 

Quindi, LGH necessita di un piano industriale che richiede visione, strategie, investimenti: non fare investimenti e stare fermi significa morire e per Cremona e noi tutti cittadini significa perdere un patrimonio essenziale ed enorme per la nostra comunità. Se LGH perde valore, perdono valore le nostre quote. Non solo LGH, ma AEM e il Comune non sarebbero più sostenibili e la nostra possibilità di erogare ancora servizi cesserebbe. Ricordiamo anche che entro tre anni LGH deve rinegoziare 300 milioni di bond (scelta fatta nel 2013 e non sappiamo quanto il territorio, i cittadini, la politica e le categorie economiche e produttive furono coinvolte e informate).

 

Quindi senza dubbio, la soluzione deve rispondere a questi due quesiti: come rendere forte un piano industriale per servire meglio i territori? Dove trovare il capitale?

 

Rispondiamo alla seconda: dove trovare il capitale? Ci sono tre vie per trovare il capitale. La prima considera un fondo che potrebbe entrare in LGH, questa ipotesi convintamente l’abbiamo scartata. La seconda prevede una quotazione in borsa. La terza un processo di partnership con una multi-utility più grande. Le ultime due ipotesi sono il così detto “Dual track”. L’abbiamo detto apertamente anche all’interno del Consiglio Comunale. Esclusa anche la borsa, dopo valutazioni tecniche (economiche e di mercato), la richiesta di un piano industriale e di nuovo capitale possono trovare contemporaneamente risposta attraverso interventi di partnership con realtà di multiutilities, sempre pubbliche e di dimensioni più ampie, adeguate a competere con gli altri gruppi nazionali ed internazionali, ma anche attente a restare radicate sul territorio, con lo stesso immutato impegno: fornire ai cittadini servizi efficienti a costi sostenibili.

 

Parliamo quindi di ciò che si potrebbe realizzare con un piano industriale congiunto LGH-A2A.

 

* Rispetto a gas e elettricità ed anche teleriscaldamento, la partership di LGH con A2A consentirebbe di essere più solidi, affrontare le sfide prima descritte, partecipare a gare, vincerle, prepararsi alla liberalizzazione, gestire con prospettive reti e investimenti.

 

* E sul versante dell’igiene urbana (raccolta e smaltimento rifiuti)? Anche qui è in atto un veloce e costante processo innovativo. Abbiamo bisogno di applicare nuovi modelli di gestione dell’intero ciclo dei rifiuti con un obiettivo: la salvaguardia dell’ambiente e il recupero, riutilizzo e riciclo dei rifiuti. Noi abbiamo già fruttuosamente iniziato e i risultati sulla raccolta differenziata lo testimoniano, ma dobbiamo fare di più e, per farlo, la partership potrebbe essere utilissima, perché intende candidare i nostri territori a territori all’avanguardia su questi temi. L’inceneritore si inserisce in questo obiettivo di miglioramento ambientale. Nella partership si conferma ciò che abbiamo sempre detto: costruiamo un piano industriale per arrivare a spegnerlo. In questo senso anche il lavoro delle due commissioni (interna a LGH e regionale) aiuteranno e definire il percorso.

 

Come ci siamo mossi? Nella trattativa sulle linee per il piano industriale abbiamo difeso le posizioni di AEM e affermato la sua importanza, grazie al lavoro serio e competente che stiamo facendo, abbiamo chiesto con forza scelte innovative nel settore ambientale e le abbiamo ottenute; sull’ammortamento del nostro impianto si è preso atto di ciò che è: è chiarissimo che è ancora alto e lo è indipendentemente dalla eventuale operazione con A2A. Gli anni che ci separano dalla sua chiusura, non oltre il 2024, in realtà non sono ancora fissati e dipenderanno anche da valutazioni complessive sulla capacità di smaltimento rifiuti dell’eventuale nuovo gruppo (anche in coerenza con indicazioni legislative regionali). Quello che importa è che si va verso la chiusura e soprattutto dentro un piano industriale corrispondente a una nuova politica ambientale sui rifiuti (centro di riutilizzo, interazione con altri comuni per i prossimi contratti, fonti alternative per mantenere la parte del teleriscaldamento ora in capo al termoutilizzatore, ma anche bilancio ambientale, tutela dell’ambiente e rilancio di prospettive anche economiche legate alla green economy e all’economia circolare).

 

* Rispetto al fronte telecomunicazioni e informatica per i servizi alla città, servono un know-how superiore e attività di ricerca e sviluppo e significativi investimenti: in un gruppo più forte queste condizioni ci sono. Possiamo ottenere molto in termini di nuovi servizi, anche sulla base di esperienze in atto in città a noi vicine. Ma le linee del piano industriale prevedono anche un possibile nuovo percorso di supporto informatico alle Pubbliche Amministrazioni Locali come elemento di sviluppo interessante per l’intero territorio.

 

In generale le linee del piano industriale si ispirano a questi principi: mantenimento dell’identità e della riconoscibilità sul territorio delle imprese esistenti; miglioramento degli standard di qualità e dei livelli di efficienza gestionale dei servizi; salvaguardia dei livelli occupazionali e dell’indotto locale; mantenimento e valorizzazione dei brand esistenti e dei punti di contatto con gli utenti; valorizzazione degli investimenti sul territorio e riconoscimento di autonomia nei criteri di allocazione degli investimenti nelle diverse linee di business; assegnazione alle società territoriali il ruolo di polo per lo sviluppo di business e di nuovi progetti di aggregazione dell’ambito territoriale di riferimento.

 

Ovviamente la questione non è solo legata al piano industriale, ma anche:

 

- al valore complessivo riconosciuto a LGH (e quindi al suo 51% , che passerebbe ad A2A)

- e alla governance dell’azienda.

 

Per quanto riguarda la valutazione di LGH, la proposta arriva dopo analisi approfondite delle attività sviluppate dalle società del Gruppo ed in particolare della loro economicità, capacità di generare valore, marginalità, crescita dei ricavi, prospettive di sviluppo.

 

Sulla governance, se il Consiglio di amministrazione avrà maggioranza A2A, figure e organismi di controllo e di indirizzo sono previsti a tutela di LGH. È prevista una strategia per rinnovare, rafforzare o scindere l’eventuale accordo tra qualche anno. Nelle prossime settimane si deve lavorare su patti che rendano ancor più uniti i soci storici di LGH.

 

L’idea è stata ed è quella di trovare regole che concretizzino questo: si tratta di una partnership, quindi si realizza un modello di impresa che crea valore sui territori per i cittadini e anche per il mondo economico.

 

Abbiamo detto che cosa accade se si costruisce la partership con A2A; è essenziale e serio anche chiedersi, soprattutto da parte di amministratori pubblici, che cosa succede se LGH non costruisce una partnership con A2A. Abbiamo davanti il rischio concretissimo di grande sofferenza e di grande pericolo di sostenibilità complessiva.

 

Questa operazione è strategica, anche per disegnare alleanze territoriali forti, per rafforzare il contesto regionale lombardo e inserire la nostra città in reti industriali più solide. L’obiettivo che stiamo perseguendo con la partnership è quello di essere protagonisti positivi di scelte che vadano nella direzione di coniugare sviluppo industriale e conversione ecologica, efficienza e servizi energetici a costi sostenibili, innovazione tecnologica e occupazione, razionalizzazione delle reti e presenza territoriale. In questo cammino stiamo lavorando con gli altri territori, perché ricordiamo che LGH non è solo di Cremona, ma anche di Rovato, di Pavia, di Crema e di Lodi.

 

Di tutto ciò, abbiamo dato ragione, in contesti pubblici e ufficiali come il Consiglio comunale e l’Ufficio di Presidenza e in molti altri contesti politici di analisi e confronto sul tema, ovviamente nei limiti di un’evidente riservatezza che sempre, per legge, è normale nelle trattative tra aziende quotate in Borsa (e chiunque abbia un minimo di competenza e di buon senso lo sa).

 

Ora spetterà ai Consigli comunali esprimersi. Nelle prossime settimane diverse altre saranno le occasioni di confronto anche pubblico anche con categorie economiche e produttive. Si tratta di scelte molto importanti per il nostro territorio. Con attenzione estrema al presente e uno sguardo di sviluppo al futuro».

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