CREMA - Stare insieme, divertirsi e fare sport.  Questi gli ingredienti fondamentali del secondo open day di Taiso, che si è svolto domenica 12 maggio al Centro Giovanile San Luigi. L’evento, organizzato da CremAutismo, rete di famiglie ed associazioni operanti nel terzo settore, e patrocinato da Sportabilità, aveva come scopo quello di far conoscere il Taiso, disciplina cinogiapponese che aiuta tutti, persone con disabilità e non, a migliorare la postura. Ma non solo. «Con il Taiso – spiega la Dott.ssa Marilena Zacchini, in compagnia del maestro Paolo Scalvini – viene perfezionato il movimento. Il Taiso è una ginnastica correttiva e formativa, particolarmente indicata per i ragazzi autistici, perché lavora sulle disprassie, migliorando notevolmente la coordinazione e l’attenzione».

 

Pochi esercizi sono bastati ai ragazzi per ambientarsi e stringere amicizia. Il Taiso, infatti, prevedendo in gran parte esercizi di gruppo, favorisce anche lo scambio di esperienze. «Il Taiso è una disciplina davvero per tutti. Perché tutti devono avere l’opportunità di allenarsi, prendersi cura di sé e conoscersi». A parlare è Loredana Guida, organizzatrice dell’evento e mamma di un giovane con autismo. «Grazie al Taiso mio figlio è molto meno rigido ed osa di più. Spesso, infatti, i ragazzi autistici si ritraggono dal provare esperienze perché non sono consapevoli delle abilità del proprio corpo. In palestra, invece, sperimentando, acquisiscono davvero consapevolezza di ciò che sono e si divertono».

 

Per averne conferma basta guardare i sorrisi degli atleti che, allenandosi, scoprono le loro abilità. «Attraverso questo evento, speriamo di aver fatto comprendere alla città e agli operatori del settore l’importanza di questi momenti per i nostri ragazzi».  Momenti in cui, secondo Loredana, ci si allena, ma non si fa sport. «Il Taiso è, a mio avviso, un allenamento, un momento necessario nella vita delle persone con autismo per apprendere le regole ed imparare ad essere ordinati. Per poi, magari, un domani avvicinarsi al mondo dello sport inclusivo».

 

Per ora, però, restano percorsi da fare con il sorriso sulle labbra e la determinazione di chi non si arrende. Anzi supera gli ostacoli più difficili. In palestra e nella vita.  (GG)  

     

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