CREMA - Teatro, musica e danza. Tre mondi distinti, ma non per questo distanti. Destinati, al contrario, a fondersi in “Intrecci”, la nuova stagione del Teatro San Domenico di Crema, presentata alla stampa mercoledì 20 giugno presso i chiostri dell’omonima Fondazione. «Nessun’altra parola, se non “Intrecci”, esprime al meglio il senso e la direzione della stagione che oggi presentiamo» spiega il direttore artistico Franco Ungaro, ormai giunto al suo terzo anno di mandato. «In questa stagione i differenti linguaggi artistici si intrecciano, si confrontano e dialogano tra loro, affidando all’arte e all’attore le sue possibilità di successo». Superata la classica suddivisione in tre rassegne diverse, prosa, danza e musica si presentano sul palco del San Domenico per indagare la vita e la realtà nelle sue molteplici sfaccettature.

 

La stagione prenderà il via il 21 ottobre 2018 con lo spettacolo “Le bal”, ispirato al film “Ballando ballando” di Ettore Scola, in cui divertimento, musica e poesia si fondono nell’intento di raccontare l’Italia che balla dal 1940 al 2001, non perdendo l’occasione per celebrare i principali eventi storici che hanno contribuito a plasmarla. Un ritratto dell’Italia nel Dopoguerra emerge anche dallo spettacolo “Questi Fantasmi” di Eduardo De Filippo, in programma per il 28 novembre 2018, affidato alla regia di Marco Tulio Giordana, che, dopo aver ereditato la compagnia teatrale di Luca De Filippo, ha sapientemente interpretato il testo, esaltandone valori e contenuti. «Non ho voluto stravolgere l’intenzione dell’autore Eduardo De Filippo – spiega Giordana – perché sono convinto che il regista debba vibrare con le parole che compongono il testo, nel rispetto di ciò che ha voluto dire l’autore».

 

Il rapporto tra musica e teatro torna in scena il 14 marzo 2019 con “Ho perso il filo”, uno spettacolo di e con Angela Finocchiaro che, cimentandosi sul palco con i ballerini, racconta in modo comico il mito di Teseo. Saluta poi il pubblico con lo spettacolo di chiusura “Rimbamband Show”, in programma il 30 marzo 2019, in cui musica e commedia si intrecciano per raccontare la realtà con ironica energia. Degno di nota poi l’appuntamento, fissato per il 10 febbraio 2019, con “L’importanza di chiamarsi Ernest”, rivisitato in chiave pop dal Teatro Elfo-Puccini di Milano. «Lo spettacolo» spiega Fiorenzo Grassi, direttore del Teatro Elfo-Puccini di Milano «vuole mostrare l’aspetto ipocrita della società vittoriana, inducendo lo spettatore a porsi interrogativi anche sull’attualità».  Spazio poi alla danza il 20 gennaio 2019 con “Gershwin Suite Schubert Frames” e alla musica con l’esibizione in esclusiva regionale dell’Orchestra Popolare “La Notte della Taranta” prevista per il 15 dicembre 2018.  Una stagione ricca di appuntamenti, quella proposta dal teatro San Domenico, che rende possibile il rinnovo degli abbonamenti da lunedì 2 luglio, acquistando un carnet da 12 o da 8 spettacoli. Per l’acquisto di nuovi abbonamenti bisognerà, invece attendere il 17 settembre, fatti salvi i titolari di Carta del Docente e 18APP, che potranno accedere ad una vendita speciale a partire dal 17 luglio.

 

Ma le novità non finiscono qui. Continua la proficua collaborazione tra la Fondazione San Domenico e l’Accademia Teatro Alla Scala con la creazione di due percorsi formativi che si terranno negli spazi della Fondazione San Domenico: corso per tecnico audio- luci e corso introduttivo alle tecniche di trucco e acconciatura teatrale. I corsi, a numero chiuso e della durata di 200 ore, si propongono di far acquisire ai giovani le conoscenze di base attraverso un approccio pragmatico. Soddisfatto per questo traguardo il Presidente della Fondazione San Domenico, Giuseppe Strada: «Questi corsi possono rappresentare per molti giovani, che vedono nel teatro il loro futuro, un’occasione di crescita professionale». Musica, danza, teatro e formazione: non c’è che dire, al San Domenico sembra proprio non mancare niente per una stagione davvero promettente.

 

Gloria Giavaldi

 

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