Crema, 10 marzo 2019 - Hanno sognato, sperato, sudato. E, alla fine, hanno vinto di nuovo. Gli atleti non vedenti dell’A.C. Crema 1908 corrono ad abbracciare il secondo Tricolore e volano, a cavallo dei loro sogni, più veloci del buio.  In campo, al termine della supersfida contro il Lecce, vinta dai nerobianchi per 6 a 1, si alza un unico coro: “I Campioni dell’Italia siamo noi”.

Al di là della rete, una miriade di emozioni. C’è chi si congratula, chi trattiene a stento le lacrime, chi non crede ai propri occhi. E chi, invece, in questa meraviglia ci ha sempre creduto. «La seconda conquista del Tricolore da parte degli atleti non vedenti ci riempie il cuore di gioia – spiega il Presidente dell’A.C. Crema 1908, Enrico Zucchi – ma non deve distrarci dall’obiettivo principale. Il progetto del Crema è e resterà per sempre, anzitutto, un progetto sociale, che fa e farà per sempre dell’autenticità e dell’inclusione sociale i propri baluardi. I risultati sportivi comunque ci inorgogliscono e ci spronano a proseguire il progetto sociale con maggiore convinzione, affinché un numero sempre maggiore di persone si avvicini alla nostra realtà, imparando a guardare la diversità con occhi diversi». Poi si ferma, ripensa alla folla di spettatori accorsi a sostenere i suoi ragazzi, tra cui anche il Sindaco di Crema Stefania Bonaldi ed il Senatore Simone Bossi, e sorride. «Oggi ho visto gente piangere di gioia e rivolgersi ai nostri atleti con sincera ammirazione, bandendo qualsiasi forma di pietismo. Penso questo sia indice di un mutamento culturale tanto importante, quanto necessario, i cui esiti si vedranno nel tempo. Nel mentre, però, sono felice che anche la nostra realtà abbia contribuito a formare una sensibilità diversa».

 

L’A.C. Crema 1908 non vedenti, fiore all’occhiello del progetto “Sportabilità”, si è fatta spazio nella vita delle persone raccontando una storia di sport e normalità. Fino a trionfare prepotentemente sul campo. Per due anni di fila, sempre contro il Lecce, formazione agguerrita, capace di dare del filo da torcere ai cremini, ma non di farli cedere. Prova a metterlo in chiaro subito Iyobo al 16’ con il suo solito sinistro. Poi, al 25’, Cavallotto ribadisce il concetto.

Alla fine del primo tempo è 2 a 0 per il Crema, lo Scudetto è ormai una certezza, ma l’entusiasmo dei tifosi pronti a festeggiare, non intacca la formazione nerobianca, che, tornata in campo, domina letteralmente la seconda frazione di gioco. Giusto il tempo di riprendere le misure e Iyobo segna. Di nuovo, ma senza soffocare i compagni. Cavallotto, infatti, trova spazio e regala alla squadra il quarto gol. Fine dei giochi, il Crema è Tricolore. Ma c’è ancora tempo, quello utile a segnare altre due reti. Lo dimostra Iyobo che chiude i conti sul punteggio di 6 a 1. Negli ultimi istanti di gioco, il gol della bandiera da parte della formazione pugliese, siglato da Cervelli.

 

Hanno segnato e consegnato ai compagni il Tricolore, ma, lo dicono chiaramente Iyobo e Cavallotto, «la vittoria è di tutti e per tutti». «Ringraziamo di cuore la società che ci ha sostenuto, lo staff tecnico che con pazienza ci ha aiutato a migliorare ed i compagni che hanno preso parte con noi a questa cavalcata. Questa vittoria ci ripaga di tutti i sacrifici ed è la conferma che il lavoro svolto in questi tre anni è stato ottimo».

Sono felici e soddisfatti. Tutti, anche Mister Bonioli. E non può che essere così, dopo una stagione ricca di trionfi, terminata con la vittoria del Campionato con ben due giornate d’anticipo. «È stata una stagione ricca di emozioni, di traguardi sportivi conseguiti, ma, soprattutto di opportunità di crescita umana colte al volo» spiega Bonioli. «Ringrazio di cuore la società – continua –  che mi ha dato l’opportunità di vivere accanto a questi ragazzi una delle esperienze più importanti della mia vita. Mi sento un uomo fortunato a stare al loro fianco. Spero si possa continuare su questa strada, affinché le persone acquisiscano sempre maggiore consapevolezza delle abilità di questi atleti». Perché, oltre il limite visivo, esistono storie, che meritano di essere scoperte.

 

Storie che il Crema ha scelto di scovare e conoscere. Per poi scrivere una narrazione tutta nuova, intrisa di diversità, rispetto, sport e sano agonismo. E lo Scudetto non può che esserne un capitolo degno di nota. «Quando ho proposto di costituire la squadra – spiega Davide Cantoni –  volevo solo divertirmi. Ma il Crema mi ha regalato un sogno da condividere con i miei compagni. La conquista del Tricolore ci rende fieri, ma la possibilità di gioirne insieme fa la differenza».

Spazio, dunque, ai sorrisi, agli abbracci e alle lacrime di gioia. Perché l’immaginazione sul tetto d’Italia può correre libera nel cielo nerobianco. Ma la realtà oggi è più bella e merita di essere festeggiata.

 

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