MILANO - Non si ferma la battaglia per l’assegnazione dell’Agenzia europea del farmaco alla città di Milano, esclusa dal sorteggio con cui il Consiglio UE ha decretato che la nuova sede sarà ad Amsterdam. Il trasferimento è necessario a partire dall’uscita del Regno Unito all’Unione Europea, in quanto attualmente Londra ospita gli uffici dell’importante struttura.

I ritardi dell'Olanda nell'assicurare una sede pienamente operativa all'Ema, l'aggravio di costi che ci sarebbe rispetto a quanto dichiarato in un primo momento e la presenza di documenti olandesi tenuti riservati prima della decisione degli Stati membri hanno scatenato un'infinità di polemiche, con tanto di ricorso del governo italiano e del Comune di Milano alla Corte europea e una raffica di interrogazioni parlamentari, la prima delle quali è stata inoltrata a Bruxelles già una decina di giorni fa dall'eurodeputato cremonese di Forza Italia Massimiliano Salini. 

Lunedì 12 febbraio la Giunta regionale della Lombardia ha deciso di scendere in campo ufficialmente, deliberando all'unanimità di intervenire nel ricorso promosso dal Comune di Milano davanti al Tribunale UE, formalizzando la domanda di sospensione. L’obiettivo è ottenere l'annullamento della decisione sulla riallocazione della sede dell’agenzia in Olanda. La Regione interviene nel ricorso a sostegno delle tesi del Comune di Milano anche in ragione delle spese sostenute per promuovere la candidatura del capoluogo lombardo, dove la giunta regionale ha messo a disposizione di Ema il Pirellone, che sarebbe, a differenza di Amsterdam, una sede prestigiosa, operativa da subito e in una posizione ideale dal punto di vista logistico. 

«La procedura europea - sottolinea il vice presidente Fabrizio Sala, che ha presieduto la seduta di giunta - era finalizzata a selezionare la sede migliore per Ema, in ragione di una serie di criteri, tra cui la continuità operativa e la disponibilità di uffici adeguati in tempi utili perché l’Agenzia potesse svolgere il proprio servizio senza alcuna interruzione temporale. Purtroppo questi ultimi punti sono disattesi dai fatti, Amsterdam non è pronta e non è in grado di garantire la continuità operativa e la disponibilità degli uffici. Forse, dopo essersi affidata alla sorte, Amsterdam avrebbe ora bisogno della lampada di Aladino per esaudire e adempiere agli impegni presi: purtroppo però non è più tempo di incantesimi, ma di certezze. Milano e Palazzo Pirelli sono e restano l’unica vera certezza per garantire ad EMA un funzionamento adeguato». 

Oltre al capitolo giudiziario, si è aperta a Bruxelles un'importante partita di carattere politico: la modifica del regolamento europeo su Ema implica infatti la procedura di co-decisione che, oltre al Consiglio, prevede si pronunci in merito al trasferimento anche l'Eurocamera, dove il giochi sono tutt'altro che conclusi. A riguardo sono stati infatti presentati molti emendamenti contrari all'assegnazione olandese. Il 22 febbraio ci sarà inoltre un sopralluogo ufficiale della Commissione Ambiente (Envi) del Parlamento europeo per valutare lo stato di fatto dei lavori (in grave ritardo) per la realizzazione della futura sede ad Amsterdam. 

COMMENTI

Per commentare devi essere registrato. Clicca qui per registrarti.

Non ci sono commenti per questo articolo.