MILANO - La Lombardia è la regione più virtuosa d’Italia nell’amministrazione pubblica. A dirlo un’analisi di Unioncamere Veneto. Lo studio considera diversi parametri: l’autonomia finanziaria, l’indebitamento regionale, l’equilibrio finanziario corrente, la velocità di pagamento delle PA, la soddisfazione per l’offerta ospedaliera, il numero di dipendenti pubblici ogni mille abitanti, i costi della PA e la media degli stipendi dei dipendenti pubblici. Dall’insieme di questi indicatori, posta a 100 la media nazionale, la Lombardia ottiene un indice di virtuosità di 132 punti, seguita dall’Emilia-Romagna (128) e dal Veneto con (125). Liguria, Umbria, Marche, Toscana e Piemonte sono sopra l’indice medio, ma con valori significativamente più bassi; Puglia (88 punti), Abruzzo (82), Lazio (80), Calabria (79), Campania (78), Basilicata (74) e Molise (46) risultano invece le Regioni non virtuose.

UN MODELLO MERITOCRATICO CHE PREMIA L’EFFICIENZA
Un’ulteriore autonomia amministrativa che deriverebbe dal federalismo regionale differenziato, previsto dall’articolo 116 della Costituzione, determinerebbe un incremento del Pil nelle prime tre regioni virtuose di 5,8 miliardi di euro all’anno, pari a 17 miliardi di euro in un triennio: 10.302 milioni in Lombardia; 3.769 milioni in Veneto e 3.372 milioni in Emilia-Romagna. Se a ciò si aggiungesse la messa sotto tutela dello Stato delle regioni che non hanno dimostrato di saper gestire con efficienza i settori di propria competenza, la crescita annua del Pil in Italia potrebbe raggiungere i 10,2 miliardi di euro all’anno. Secondo il modello di revisione dell’amministrazione pubblica in chiave federalista, dal recupero degli sprechi nelle aree peggio amministrate si potrebbero ottenere 4,4 miliardi di euro, senza dover ricorrere a tagli strutturali, somma che potrebbe essere anche maggiore se venisse applicato il principio dei costi standard nella PA, allineandoli a quelli sostenuti da Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna.

LE NUOVE COMPETENZE REGIONALI DOPO L’AUTONOMIA
Alcune competenze che potrebbero essere decentrate dallo Stato alle Regioni virtuose sono: istruzione scolastica, istruzione universitaria, tutela della salute, tutela dei beni culturali, ricerca scientifica ed innovazione, tutela dell’ambiente, ordinamento della comunicazione, infrastrutture, governo e territorio, lavori pubblici, energia, previdenza complementare ed integrativa, potere estero, protezione civile.

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