Siamo fatti di lacrime e gioie. Di emozioni e sorrisi. Ma anche di limiti, capaci di farci scontrare con una cruda verità: siamo imperfetti. Scopriamo abilità alla stessa velocità con cui sbattiamo contro un muro, il più delle volte invisibile. Cadiamo e restiamo a terra per un po’. Poi, però, con coraggio e nuove consapevolezze, da terra, ci rialziamo. Accettiamo i difetti, abbracciamo gli ostacoli, fino a «riconoscerci, senza farci caso». A volte da soli, altre volte in compagnia.

Piero Lombardi, insegnante di educazione musicale e direttore dell’Orchestra MagicaMusica di Castelleone, la band composta da disabili che ha incantato il pubblico di “Tu Si Que Vales”, aggiudicandosi un posto in finale, ce l’ha fatta con la musica. «Quando ho scelto di dedicare la mia vita alla musica, avevo già una carriera avviata nell’ambito della grafica e della pubblicità. Svolgevo un bel lavoro, ma non mi sentivo pienamente appagato. Solo attraverso la musica ho avuto la possibilità di esprimermi e di scoprirmi totalmente. Devo dire grazie alla musica, perché, se oggi mi sento pienamente me stesso, è solo merito suo».

Ha diretto per 30 anni l’orchestra di fiati di Castelleone e Casaletto Ceredano, ha fondato una scuola di musica, ma poi Piero ha sentito ancora l’esigenza di cambiare. E di aiutare anche gli altri a «riconoscersi, senza farci caso». «L’idea di creare l’Orchestra MagicaMusica mi è venuta nel 2008, quando, dopo qualche tentennamento inziale, ho scelto di seguire il suggerimento di Mariana Beretta, anche lei insegnante di educazione musicale alle scuole medie».

Poche risorse, ma tanto entusiasmo hanno condotto in breve tempo disabili ed educatori su un palco, con gli strumenti tra le mani e le voci pronte ad intonare un inno alla vita che sa di passione e dignità. «Dopo soli quattro mesi dall’avvio del progetto, ho organizzato il primo concerto. Non mi sono mai lasciato bloccare dalla paura per il limite, ho sempre preferito valorizzare le abilità di questi ragazzi, anche sul palco. Perché penso che, conferendo loro dignità musicale, si riesca a far capire, prima a loro, e poi al mondo, che anche i disabili valgono, come musicisti, ma soprattutto come persone».

La musica, però, non basta. Ci vogliono anche empatia e divertimento, uniti alla giusta dose di freddezza, necessaria per tenere alla larga i toni patetici con cui spesso si sente parlare di disabilità. «Abbiamo da subito bandito la parola “terapia” e qualsiasi altra forma di pietismo perché vogliamo che su quel palco i ragazzi si divertano, si sentano apprezzati e possano ottenere il rispetto che meritano, senza nascondere i limiti che hanno». Perché anche i limiti determinano ciò che siamo. A nulla valgono i tentativi di nascondere la paura del diverso dietro un velo di finta compassione. «I disabili sono tali e come tali vanno chiamati, senza paura. Non ci chiedono di trattarli con riguardo, ma con rispetto. E non può essere una forma di rispetto far finta di non vedere ciò che sono. È necessario impegnarsi perché queste persone si sentano realizzate in un mondo ad ostacoli, senza proteggerle o salvaguardarle eccessivamente».

L’Orchestra Magicamusica oggi è composta da trenta ragazzi disabili e nove educatori. «Il gruppo è vasto ed eterogeneo. Ci sono ragazzi che hanno competenze musicali più sviluppate di altri. Ma questo non mi interessa. Non sottopongo mai i musicisti ad un test musicale, voglio che ciascuno di loro si esprima al massimo delle proprie potenzialità e si senta gratificato».

Prende vita così una melodia armonica, ricca di diverse sfaccettature, che consente al pubblico di vivere emozioni indescrivibili. Le stesse che hanno conquistato i cuori di tutta Italia sul palco di “Tu Si Que Vales”. «La partecipazione al programma è stata per noi l’occasione per mostrare ciò che facciamo abitualmente. Siamo molto felici che il nostro sforzo sia stato apprezzato da un numero così elevato di persone». Dopo l’esordio televisivo, l’Orchestra MagicaMusica continua a correre per aggiudicarsi il premio finale. «L’eventuale vittoria ci consentirebbe di investire fondi per le nostre attività e magari pensare ad un ampliamento degli spazi».

Ma, oltre i sogni nel cassetto, oggi resta una splendida realtà da vivere. «Questa orchestra è composta da ragazzi speciali, che conoscono i loro limiti, ma tentano di superarli, facendo provare a tutti emozioni immense». Poi, oltre i limiti ed in fondo alle emozioni, resta solo ciò che siamo davvero.

 

Gloria Giavaldi

 

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