Il clima culturale del Belpaese è talmente involuto che chiunque si azzardi ad applicare il buon senso, che può derivare da un’onesta osservazione della realtà, viene messo al bando. E’ sottoposto, cioè, ad un vero e proprio linciaggio dove i mezzi d’informazione riflettono l'ipocrisia imperante interpretando la parte del giudice severo e ottuso.

L’ultima vittima di questo meccanismo censorio è un sacerdote, don Lorenzo Guidotti, guida spirituale di una parrocchia nella sempre meno rossa Bologna.

Sulla sua pagina Facebook, mostrando una vocazione tanto improvvida quanto ingenua nel dire la verità, ha ‘rimproverato’ una 17enne che denunciava lo stupro subito da uno straniero di origine marocchina. Don Guidotti, nel commentare la vicenda, ha detto chiaramente che la povera ragazzina aveva ben poco di cui lamentarsi essendo stata la causa della propria disgrazia.

Don Lorenzo ha esposto i fatti come sono stati riferiti dalla minorenne. Dopo aver passato un pomeriggio ubriacandosi nella malfamata piazza Verdi, nel tardo pomeriggio e di sua spontanea volontà, ha seguito lo sconosciuto in stazione. E da qui dentro un vagone abbandonato dove il mattino successivo si è svegliata mezza nuda e senza la borsetta.

Il sacerdote, per sua stessa ammissione, ha esagerato nel sostenere che in fondo non era poi così scontato provare pietà per chi dimostra un istinto di sopravvivenza e autoconservazione a tal punto carente. Ma nella sostanza il suo intervento risulta difficilmente non condivisibile. 

E nell'esporlo ha raggiunto uno scopo tanto celato quanto prioritario. E' riuscito nell'impresa di bucare l’attenzione pubblica richiamando tutti, genitori e figli, ad essere più cauti davanti ai pericoli di una società che viene descritta come aperta, multirazziale, solidaristica e in quanto tale sostanzialmente innocua.

Se hai 17 anni, bevi e ti sballi fino a perdere il controllo, se frequenti luoghi dove vanno e vengono sbandati senza arte né parte e che non hanno nulla da perdere, se ti apparti con loro in luoghi isolati e al buio, sostiene a ragione don Lorenzo, è molto probabile che possa accadere qualcosa di brutto. Come infatti è avvenuto alla 17enne bolognese.

Tanto più, continua il sacerdote, se si agisce sedotti dalla ‘tiritera di accoglierli tutti’ riferendosi al pericolo per nulla ideologico ma concretissimo delle orde di stranieri che bivaccano nelle nostre città senza un’identità certa, un lavoro e la certezza di un’integrazione che li trattenga dal commettere reati di ogni tipo.

Don Lorenzo ha semplicemente detto la verità. Scomoda, ma pur sempre la verità. E quindi da preferire alle menzogne e alle illusioni vanno per la maggiore e che non preparano a riconoscere una realtà misera, cinica e brutale. Molto più di quello che vorremmo. Ma conoscerla è il solo modo che abbiamo per comprenderla e poterci difendere. (Roberto Bettinelli)

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