PANDINO - Interessante la serata che si è tenuta martedì 8 gennaio al Rotary Pandino Visconteo: i soci del sodalizio hanno potuto ascoltare un’appassionante relazione di carattere storico culturale relativa al nostro territorio. Ospiti della serata Stefano Domenichini e Marinella Garzini, appassionati di storia che hanno cercato, fotografato e archiviato le pietre di confine che delimitavano la repubblica di Venezia e lo Stato di Milano e che interessavano anche il cremasco.

 

Nelle carte dell’epoca erano chiamati Termini o Sassi e si pensa ce ne siano circa 450 solo nel Cremasco. Sono grandi pietre di granito che servivano a delineare i confini e che, dopo l’invasione napoleonica sono andati perduti. Domenichini e Garzini ne hanno trovati molti, non più posizionati nel luogo d’origine e non di certo alle medesime distanze. Dimensione, distanza, carattere utilizzato e incisioni erano differenti a seconda della provenienza, ogni stato aveva il suo disciplinare.

 

«Ci siamo appoggiati ad un'altra ricerca sulle pietre di confine cominciata alla fine degli anni Novanta e con i ritrovamenti abbiamo cominciato il lavoro di archiviazione» spiega Domenichini. «Abbiamo trovato alcuni Ceppi molto lontano dal presunto punto di origine, probabilmente per le modifiche effettuate alla viabilità o allo scavo di fossi e canali avvenute negli anni,  altri sono stati reperiti interrate in scuole, nei campi, in abitazioni private, nei paesi limitrofi. Il censimento dei Ceppi ci consente di riscoprire i lontani confini che hanno caratterizzato il cremasco e che hanno visto, nella storia, la fusione di culture e tradizioni diverse».

 

Il Rotary guarda positivamente questi studi e, se può, cerca di valorizzarli. «Un lavoro interessante» ha spiegato Rosanna Ferrari  presidente del Club , che ci consente di ricostruire con ancora maggiore precisione un pezzo di storia che interessa il nostro territorio».

 

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