L’Unione Europea, che molto spesso si comporta come un carrozzone ingovernabile in balia di una tecnocrazia strapagata, è riuscita a dare una lezione di buon senso all’Italia. Il tema, il solo che interessa davvero a Bruxelles che non ne vuole sapere di accogliere i migranti approdati sulle nostre coste, è quello del ruolo delle Ong impegnate nelle operazioni di soccorso nel Mediterraneo.

Stando alla UE le navi delle Ong non dovrebbero essere ospitate nei porti italiani qualora non sottoscrivano il codice etico preparato dal ministro Minniti. I punti del documento contestati dalle Ong sono principalmente due: il divieto di trasbordare i migranti sui mezzi navali della guardia costiera; l’impiego di personale armato della polizia giudiziaria a bordo delle imbarcazioni con compiti ispettivi e di sicurezza.

Ong di fama internazionale come Medici senza Frontiere e Terres des Hommes hanno già opposto un categorico rifiuto avviando un duro e irrispettoso braccio di ferro con le autorità italiane. Tempo 24 ore e il premier Gentiloni ha preso atto che il suo governo, dopo che il ministro delle Infrastrutture Graziano Del Rio si è messo di traverso, non è in grado di far rispettare il codice etico. Il solo modo per riuscirci, vista l’ostilità incontrata, sarebbe la chiusura dei porti alle Ong come peraltro auspicano le istituzioni comunitarie. Un ultimatum tutt'altro che irraggiungibile in presenza di una squadra di ministri unita e determinata a risolvere alla radice il problema. Una condizione di cui, evidentemente, il povero Gentiloni non beneficia. 

Resta ora da capire che cosa pensano i Paesi partner e gli attori internazionali di un esecutivo che, nel momento in cui si prepara ad inviare una squadra navale per mettere finalmente ordine nella striscia di mare fra la Libia e le nostre coste, non è nemmeno in grado di disciplinare il comportamento delle Ong.

Pensano, molto probabilmente, quello che pensano gli stessi italiani. E cioè che siamo governati da incapaci. (Roberto Bettinelli)

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