Più autonomia alla Lombardia, non solo per garantire servizi e infrastrutture ancora migliori a cittadini e a imprese lombarde, ma a vantaggio dell’intero Paese, che da un’autonomia negoziata nel solco della Costituzione, da un regionalismo virtuoso e differenziato, riceverebbe una forte spinta nella crescita, un impulso al miglioramento del bilancio dello Stato, anche a beneficio di tutte le altre Regioni. E’ questo il messaggio lanciato dai parlamentari di Forza Italia sul referendum del 22 ottobre nell’incontro affollato che si è tenuto sabato 7 ottobre a Milano presso dl’hotel Ramada Plaza. 

 

Titolo del confronto pubblico «Autonomia: libertà di costruire. Verso il Referendum del 22 ottobre per l'autonomia della Lombardia», un tema di fondamentale importanza per il futuro del Paese, sul quale hanno dibattuto l'eurodeputato cremasco Massimiliano Salini, membro Commissione Industria Parlamento UE, che ha organizzato l'incontro insieme al senatore Mario Mauro, Mariastella Gelmini, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia, Paolo Romani, senatore e capogruppo di Forza Italia in Senato, e Luca Antonini, ordinario di Diritto costituzionale all’Università di Padova, già presidente Commissione sul Federalismo fiscale.

 

«Il referendum per l’autonomia - sottolinea l’eurodeputato Massimiliano Salini - ha una caratteristica coerente con la storia liberale della Lombardia e dell’Italia. Difendere la Costituzione significa difendere il protagonismo del popolo. Trattare bene un’istanza legittimamente espressa come quella della Lombardia equivale quindi garantire un equilibrio nell’argine della Costituzione. Chi snobba o delegittima un atteggiamento di questo tipo si rende protagonista delle degenerazioni che abbiamo visto in Spagna con il referendum illegittimo della Catalogna. Per questo è corretto difendere il referendum ed è intelligente votare sì, perché chi vale in Italia, possa continuare a valere». 

 

«Se l’intera Italia - dichiara il senatore azzurro Mario Mauro - erogasse ai propri cittadini i servizi alle condizioni a cui riesce a farlo Regione Lombardia, il bilancio dello Stato risparmierebbe 74 miliardi. Ci sarebbero più risorse, più ricchezza, più opportunità per tutti. Quindi chiedere più autonomia non è un atto che contrasta ma che favorisce la solidarietà tra le Regioni, migliorando i numeri con cui l’Italia può tornare a competere nel mondo». 

 

«Forza Italia è favorevole al referendum per una maggiore autonomia della Regione Lombardia - spiega il presidente dei Senatori di Forza Italia Paolo Romani - Maggiore autonomia che deve essere figlia di un tavolo da aprire in base all’articolo 116 della Costituzione. Esso prevede la possibilità per le Regioni di ampliare le proprie competenze in base a quelle previste dall’articolo 119. Questo significa che si tratta di un referendum totalmente diverso rispetto a quello della Catalogna, e non sono spiegabili al momento le polemiche nate anche nell’ambito del centrodestra per un referendum che nulla a che fare con un attacco all’unità del Paese». 

 

«Non si tratta di un referendum nordista - afferma la coordinatrice regionale degli azzurri Mariastella Gelmini, che ha ringraziato Mario Mauro e Massimiliano Salini per l’organizzazione dell’incontro - potrebbero farlo anche regioni come Calabria e Campania, magari decidendo in maniera opposta e scegliendo più Stato. Quello per l’autonomia della Lombardia è un referendum che interpreta il bisogno dei territori e invoca l’autonomia non disgiunta dalla responsabilità e dal merito: vuole consentire alla nostra regione, uno dei quattro grandi motori dell’Europa, di correre ancora più forte, mettendo anche a disposizione risorse per aiutare le altre Regioni, il tutto avviando un negoziato nel solco dell’articolo 116 della Costituzione».

 

«Questo referendum va a beneficio di tutta l’Italia - spiega Luca Antonini professore di Diritto costituzionale all’Università di Padova - perché lasciare più risorse ai territori produttivi permette di aumentare il Pil a vantaggio di tutto il Paese. Non è quindi una rivendicazione egoistica. Il paradosso italiano è che abbiamo uno Stato invasivo al Nord e assente al Sud: lo Stato deve ritirarsi al Nord, dove genera inutile burocrazia, e deve essere molto più presente al Sud dove, proprio a causa della sua assenza, siamo a rischio di spopolamento. Il referendum del 22 ottobre può quindi gettare un sasso nello stagno del dibattito italiano e permettere di attuare la differenziazione che va contro l’omogeneità, che già Sturzo criticava dal 1949. Con l’omogeneità non si va da nessuna parte perché abbiamo un paese troppo diverso. La soluzione ideale è un regionalismo a geometria variabile che permetta di valorizzare le Regioni efficienti e porti a molto più Stato in quelle inefficienti».

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