CREMONA - Attività sospesa a nove centri massaggi gestiti da cinesi. Una cinquantina di violazioni amministrative riscontrate. Al vaglio la posizione di una quindicina di persone, tutte di nazionalità cinese. Appostamenti e indagini coordinati dalla questura con il supporto e la collaborazione di polizia locale e Ats. 

E’ il bilancio dell’imponente operazione condotta dalle forze di polizia nella città del Torrazzo, che ha portato alla sospensione dell’attività per varie violazioni di carattere amministrativo a tutti i centri massaggi con titolari cinesi che si trovano a Cremona: nove quelli interessati, dove venerdì scorso uomini in divisa e tecnici dell’Azienda di tutela della salute si sono presentati per effettuare controlli approfonditi. 

L’intervento è stato illustrato lunedì 16 aprile nella conferenza stampa che si è tenuta presso gli uffici della polizia di stato, alla quale hanno preso parte il questore Gaetano Bonaccorso, il capo della Divisione anticrimine Marco Mariconda, il comandante dei vigili urbani Pierluigi Sforza insieme al vice Roberto Ferrari, e Anna Barchiesi, direttore del servizio d’igiene e sanità pubblica Ats (presenti anche due tecnici della prevenzione Maestrelli e Corbari). 

Un blitz in grande stile, scattato nella serata di venerdì 13 aprile alla stessa ora, simultaneamente, per sfruttare al massimo l’effetto sorpresa, e durato per tutta la notte. 

Quanto alla tipologia del blitz, la polizia, primo caso in Italia, ha deciso di partire dalle attività, per vagliare in un secondo tempo la posizione dei titolari sul piano penale. «Abbiamo cambiato obiettivo strategico - spiega il questore Bonaccorso - Finora, in questo genere di interventi, si partiva vagliando le responsabilità penali delle singole persone. Qui invece abbiamo puntato anzitutto alle ispezioni amministrative dei siti». Una «linea strategica modificata», come l’ha definita il capo della questura, che in caso di evidenti violazioni consente alle autorità di sospendere direttamente l’attività mentre l’eventuale contestazione penale, in quanto personale, lascerebbe aperta la possibilità di un passaggio della licenza ad altro titolare. Il corposo dossier raccolto dalle forze di polizia sarà poi trasmesso all’autorità giudiziaria per valutare la sussistenza o meno di responsabilità penali. 

Gli investigatori sono partiti dagli annunci su giornali e siti web con immagini di donne in «abiti succinti» che «potevano suggerire una potenziale attività al di là del centro massaggi. Negli appostamenti abbiamo verificato un’insolita affluenza di individui di sesso maschile», spiega in conferenza stampa il dirigente dell’Anticrimine Mariconda. 

Gli agenti si sono trovati di fronte a frigoriferi pieni di cibo scaduto e sottoscala ingombri di rifiuti. Una cinquantina le violazioni amministrative riscontrate nel complesso, che vanno dall’ambito igienico sanitario a quello edilizio, alla carenza di certificazioni. Al vaglio anche i rapporti di lavoro. 

«Siamo stati coinvolti per affrontare un problema importante e ne siamo orgogliosi. Abbiamo partecipato in maniera fattiva, con buoni risultati anche in termini di sicurezza e sul piano sociale», rimarca Barchiesi del servizio d’igiene Ats. «Ringrazio il questore per questa attività che ha voluto fortemente» conclude Sforza, comandante della polizia locale del Comune di Cremona, l’ente che sarà impegnato a gestire il grosso delle pratiche legate alle contestazioni effettuate. 

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