CREMONA - Professore di Computer Sciences alla Brandeis University di Boston, ricercatore, liutaio amatoriale e studioso innamorato della liuteria classica cremonese: questo in sintesi è il profilo del professor Harry Mairson, tornato ancora una volta in città, questa volta per testare su alcuni violini del Museo del Violino una nuova tecnologia di documentazione tridimensionale degli strumenti ad arco, tramite uno scanner portatile.
 
Già noto a livello internazionale in ambito liutario per il suo progetto “Digital Amati”, un software da lui creato per progettare al computer strumenti ad arco secondo le note teorie di François Denis descritte nel famoso “Traité de Lutherie”, sta ora studiando le tecniche di riproduzione tridimensionali di questi strumenti. Ha così proposto questa nuova collaborazione con il Museo del Violino, nella persona del curatore Fausto Cacciatori, e con il Laboratorio di ricerca “Giovanni Arvedi”, guidato dal professor Marco Malagodi.
 
“Lo scanner portatile “Artec Eva” che ho portato al Museo del Violino di Cremona – spiega il professor Mairson (ma lui preferisce essere chiamato semplicemente Harry) - è notevole per diversi motivi: permette di eseguire scansioni ad alta definizione di famosi strumenti senza spostarli dalla loro sede, ed è uno strumento interattivo, dinamico e dettagliato. Le immagini tridimensionali sono scaricabili su un normale computer così come su dispositivi smart. Possono quindi essere utilizzate dai liutai, dagli appassionai, ma anche da semplici visitatori e perfino dai bambini. E’ comunque uno strumento professionale per studiare volumi, bombature e misure degli strumenti (e di ogni altro oggetto) e produrre, volendo, modelli con stampanti 3D. La tecnica è totalmente non invasiva; così, mentre lo strumento se ne sta tranquillo nella sua vetrina, noi possiamo vedere lo strumento stesso come se lo avessimo in mano”.
 
Sia Cacciatori che Malagodi, pur conoscendo già lo scanner che lavora a definizioni più basse di quelli disponibili presso i Laboratori Scientifici, sono rimasti impressionati dalla qualità delle immagini e della relativa semplicità della loro acquisizione e ritengono che possa essere una nuova interessante tecnica di documentazione degli strumenti storici sia a scopo di studio che divulgativa. La collaborazione proseguirà in futuro.
 
Anche il Sindaco Gianluca Galimberti ha voluto incontrare il professor Harry Mairson e vedere di persona questa nuova tecnologia che potrà essere implementata presso il Museo del Violino. “Veramente incredibile la semplicità d’uso, la precisione ed i dettagli che si possono ottenere con questa tecnica. Le collaborazioni internazionali che abbiamo impostato in questi anni, anche grazie al costante lavoro del Distretto Culturale della Liuteria, stanno dando frutti sempre più significativi ed è questa la strada che dobbiamo continuare a percorrere per la crescita della liuteria e della nostra città” – ha dichiarato il Sindaco al temine della visita.
 
Salutando, Harry ha voluto aggiungere: “Il mio piacere nel visitare Cremona aumenta ogni volta che ritorno in questa città, che trovo bellissima. Il network Friends of Stradivari ha saputo costruire relazioni tra persone di tutto il mondo, che hanno imparato ad amare Cremona e il suo Museo del Violino. Io ho fatto qui molte e significative amicizie: noi siamo tutti legati da una sorta di venerazione per la tradizione cremonese della liuteria, ma anche per la città dove questa tradizione continua a crescere, così come le nostre comuni amicizie”.

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