“Cara Nadia,

ho un foglio bianco davanti a me. Uno spazio sempre pronto ad accogliere idee, abbracciare pensieri, anche quelli più neri, e a trasformarli in parole. Ho un foglio bianco davanti a me, ma oggi le parole escono con il contagocce. Perché certe circostanze non hanno spiegazione.

Non mi piace raccontare la morte, ma neanche fuggire dalla realtà. Mi hanno detto che il racconto di un fatto di cronaca nera deve essere asciutto, distaccato, privo di emozioni. E forse è per questo che ho sempre preferito la cronaca rosa. I colori, i sorrisi, la speranza e le vittorie. Perché le parole servono per raccontare la verità, devono spiegare, non possono tradire. Ma devono anche offrire una prospettiva, dare speranza, veicolare buone notizie.

Me lo hai insegnato tu, in questi anni, con la tua voglia di fare inchiesta. Di fare domande e trovare risposte. Di filmare lacrime e generare sorrisi. Di correre, fermarsi e ripartire. Di mischiare le carte per giocare sempre una nuova partita. In posti diversi, in condizioni differenti, ma con lo stesso entusiasmo. Anche con il cancro. E anche oggi che sei morta.

Perché tu oggi non hai perso, hai solo iniziato a giocare da un’altra parte. A prenderti gioco del cancro, del tuo fardello, delle tue paure. Lo diceva Sant’Agostino e anche io oggi voglio pensarla così.  E voglio pensare che dietro la tua morte ci sia una buona notizia. Quella che hai provato a raccontare con i sorrisi, nonostante la chemioterapia. Con la dolcezza, nonostante la cattiveria. Con il desiderio di rifiorire anche in mezzo al cemento. Anche d’inverno. Con la tua voglia di vivere intensamente ogni attimo, vincendo ogni giorno. Perché tu oggi non hai vinto. Ma non hai neanche perso. Sei solo arrivata alla fine della corsa, senza fiato. Per spiccare il volo.

E, oggi, non ha vinto neanche il cancro. Perché un “bastardo” del genere non vince mai. Grazie per averlo guardato negli occhi ed averlo raccontato con spirito di verità, Nadia. Per esserti mostrata sorridente, anche se gonfia. Sognante, anche in un letto d’ospedale. Grazie Nadia, perché la tua forza vivrà sempre. Perché gli eroi del quotidiano non moriranno mai. Lo hai raccontato in tv e lo hai dimostrato ogni giorno. Fino a ieri. E continuerai a dimostrarlo. Anche dal cielo.

Ciao Nadia”.

 

Gloria Giavaldi

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