CREMA - Da Crema ad Istanbul per rappresentare con orgoglio l’Italia al torneo internazionale di calcio non vedenti, che si è disputato in Turchia dal 1 al 7 marzo. È questa l’ultima sfida che Francesco Cavallotto, Paul Iyobo e Riccardo Locatelli, atleti dell’A.c. Crema 1908 non vedenti, hanno dovuto affrontare. Nonostante le amare sconfitte riportate sul campo contro la Turchia, la Russia e la Spagna, i ragazzi hanno riscosso una vittoria fondamentale: «Questa esperienza ci ha fatto crescere e capire che la strada da fare è ancora lunga» affermano all’unisono. «Le squadre avversarie erano tecnicamente più preparate, ma non dobbiamo abbatterci. Dobbiamo, al contrario, continuare ad allenarci, nella speranza che il calcio a cinque non vedenti si sviluppi maggiormente anche in Italia».  Divertimento ed emozione hanno prevalso sulla delusione: «Indossando la maglia della Nazionale ho provato sensazioni indescrivibili» così Riccardo Locatelli, portiere vedente, commenta il debutto con gli Azzurri. «Sul campo ho avuto modo di apprezzare direttamente anche il coraggio, la grinta e la determinazione con cui questi ragazzi affrontano le sfide, nonostante la disabilità». Seconda esperienza in Nazionale, invece, per Iyobo e Cavallotto che, dopo l’esordio in maglia azzurra agli Europei di Berlino, hanno saputo gestire meglio le emozioni, «anche se le gambe tremavano ancora» e l’orgoglio di rappresentare la propria Nazione era più vivo che mai.

«Il risultato è stato deludente, ma io in campo ho dato tutto me stesso» Lo dice con convinzione l’attaccante cremino Paul Iyobo, 15 anni, nato in Italia da genitori nigeriani. Anche quando un glaucoma ha deciso che il buio sarebbe stato il suo inseparabile compagno di viaggio non si è arreso, ha lottato senza risparmiarsi per conquistare la sua normalità, non dimenticando che nella vita è fondamentale divertirsi. «Da piccolo ero invidioso di mio fratello perché lui poteva giocare a calcio, io no. Successivamente, all’età di 10 anni, decisi di inseguire comunque il mio sogno ed entrai a far parte della squadra del Liguria Calcio Non Vedenti. All’inizio non fu semplice, ero spaesato e decisamente scarso, cercavo di emulare i miei compagni di squadra. Oggi, invece, posso dire di aver trovato una mia originalità». Di esperienze Paul in questi anni ne ha macinate tante, prima a Genova e poi a Crema: «Mi sono allenato con la squadra ligure per 4 anni, durante i quali ho partecipato a diversi tornei internazionali. Poi, dopo aver conosciuto Davide Cantoni che ha favorito la costituzione dell’A.c. Crema 1908 non vedenti, sono entrato a far parte della formazione cremina».

Open day, tornei internazionali, allenamenti costanti hanno guidato Paul fino in Nazionale: «L’esperienza in maglia azzurra è stata formativa e travolgente. Ricordo con piacere i momenti trascorsi insieme alla squadra, ma in quei giorni ho capito che nel calcio, come nella vita, non bisogna mai sentirsi arrivati: in campo incontreremo sempre qualcuno pronto a demolire le nostre certezze». Poi guarda con freddezza al risultato conseguito in Turchia: «Io scendo sempre in campo per divertirmi, ma è inutile dire che sarei stato più felice se il risultato fosse stato diverso. Le partite disputate in Turchia dicono molto dell’attuale situazione italiana del calcio a cinque non vedenti. Mi auguro che la Federazione si interroghi, decida di investire maggiormente su questa disciplina, affinché ovunque sia possibile allenarsi per conseguire la preparazione atletica richiesta in competizioni di alto livello. Fino ad allora l’Italia potrà solo partecipare».

Tra soddisfazioni e critiche, il bomber cremino non si ferma e pensa alle prossime sfide di campionato: «Sia nell’esordio contro il Firenze Calcio, sia nella seconda partita vinta contro la Liguria non abbiamo dato il massimo. In vista delle prossime partite, dobbiamo assolutamente migliorare l’approccio in campo, lasciar andare la tensione ed incrementare la coesione tra di noi». Semplice a dirsi, ma non a farsi, vista la giovane età della formazione nerobianca. Ma Paul ha un segreto: «In campo cerco di formare un tutt’uno con la palla, mi concentro e non penso ad altro». E, a giudicare dal premio al merito sportivo consegnatogli recentemente dal Panathlon Club Crema, questa ricetta sembra funzionare al meglio: «Sono felice di questo risultato, ma non mi siedo sugli allori» commenta. «Voglio scendere in campo ogni giorno per abbattere i limiti, migliorare dal punto di vista atletico e prendermi gioco del buio. Mi manca la vista, ma ho altri quattro sensi per esplorare il mondo» conclude.

 

Gloria Giavaldi

 

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