CREMONA - Torna all’attacco sulla piscina, passata sotto la nuova gestione. Si rivolge all’amministrazione locale e, a fronte del rischio che venga meno la squadra femminile di nuoto sincronizzato, chiede conto all’assessore delle rassicurazioni arrivate soltanto poche settimane fa. E’ il consigliere di Fratelli d’Italia-An Marcello Ventura a riaccendere i riflettori sulla piscina comunale di Cremona. 
 

«E’ un po’ di tempo che non si parla della piscina comunale - afferma il consigliere - ma con mio sommo dispiacere sono costretto a riprendere l’argomento. Il nuovo rapporto non è proprio cominciato nel migliore dei modi. La data prevista per la riapertura dopo la FIN è già slittata a data da definirsi. Ma quando il sopralluogo è stato fatto, assessore e Sport Management con rispettivi tecnici cosa hanno guardato? O meglio, se hanno guardato, lo hanno fatto con un po’ troppa superficialità minimizzando i lavori da farsi».


«Quindi già si inizia con un disguido - prosegue l’esponente di Fdi-An - e con le Canottieri costrette a prolungare l’apertura delle loro piscine con conseguente aggravio di costi. Sport Management non ha accettato tutte le squadre delle Canottieri, ma solo quelle che fanno pre agonistica e agonistica. Tutte le altre sono costrette ad andare ad allenarsi nelle palestre cittadine e non, dotate di piscine».


«Negli ultimi 10 anni - ricorda Ventura - si è formato un movimento con squadre di nuoto sincronizzato. Per la precisione erano 90 le ragazze che praticavano. Dico erano, perché questo movimento non esiste più al momento, Sport Management non è assolutamente interessata e la persona dedicata ad interlocuire con i genitori si è chiamata fuori dicendo che è di Bari e che qui non conosce nessuno che può allenare. Incredibile».


Ma la cosa peggiore, prosegue l’esponente di opposizione, «è che l’assessore Platè ha fatto più di un incontro con i genitori garantendo assolutamente l’interesse dei nuovi gestori e garantendo assolutamente la continuità. Addirittura l’ultimo incontro è stato fatto a fine settembre, non più di 15 giorni fa. Ma a questo punto mi chiedo: l’assessore ha veramente parlato con Sport Management o ha solo cercato di tenere buoni i genitori? Se ha parlato, come mai la sua posizione è differente da quella dell’addetto di Sport Management?»


«E’ bene che l’assessore spieghi pubblicamente questa diversità di vedute fra quanto da lui asserito più volte e quanto detto dal nuovo gestore. Credo che lasciare a piedi 90 ragazze possa creare un danno sociale non indifferente. Lo sport è sicuramente quell’interesse che permette di stare lontano dalle strade, di non frequentare cattive compagnie ma di crescere in un ambiente sano con valori, principi e disciplina».


«Cosa faranno adesso queste ragazze? Calcolando che sono pre adolescenti ed adolescenti, a cosa si rivolgerà ora il loro interesse? Staranno sul divano con un I Pad in mano tutto il giorno, bighelloneranno in strada, troveranno diversivi poco educativi nel processo di crescita per rimpiazzare le ore che prima dedicavano allo Sport? E i genitori che non avevano preoccupazioni, cosa dovranno aspettarsi ora?»


«Forse è il caso per l’assessore di prendere il problema di petto, e non superficialmente come troppo spesso questo assessorato ha dimostrato. Forse vale la pena di riunire i genitori facendo veramente chiarezza e parlare con i vertici di Sport Management, non con un addetto, per risolvere veramente il problema».

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