CREMA – Visi emozionati e sorrisi di circostanza, in un trionfo di buone maniere da primo giorno di scuola. Anche qualche impaccio, per i tanti i nuovi arrivati che, nel primo consiglio comunale del Bonaldi-bis di lunedì 10 luglio, si sono introdotti in Sala degli Ostaggi in punta di piedi, travolti dal calore umano (in tutti i sensi) della prima e certamente ultima assemblea del quinquennio ad essere così affollata.

 

È la classica serata in cui valgono di più le note di colore che non le notizie vere e proprie, quasi tutte ormai note. Indicandole subito in rassegna: l'ex capogruppo del Pd Gianluca Giossi è stato nominato presidente del Consiglio, mentre suo vice sarà Andrea Bergami, consulente aziendale e volto noto in città, candidato nella lista «Chicco Zucchi sindaco». Per quanto riguarda i capigruppo, le uniche attese riguardavano il Pd e Forza Italia: il Pd ha scelto Jacopo Bassi; Forza Italia, o meglio il duo Agazzi-Beretta, ha scelto Antonio Agazzi, infischiandosene dei criteri indicati dal coordinamento cittadino. La consigliera Laura Zanibelli si è dissociata, e ha comunicato alla stampa la propria presa di distanza da una decisione non in linea con quanto stabilito nell'assemblea cittadina di Forza Italia.

 

È stato lo stesso Antonio Agazzi, in qualità di consigliere anziano, a introdurre i lavori dell'assemblea. E per questo è stato ringraziato dal sindaco Stefania Bonaldi, che al suo indirizzo ha in aggiunta inviato parole di sentito e sperticato elogio: «Si è meritato un successo personale, a indicare che è importante il ruolo delle persone in politica». Addirittura lo ha indicato come sorta di candidato ideale: «Noi ci eravamo confrontati da veri cremaschi, perché i nostri progetti non venivano da lontano», ed è per questo, ha concluso la sindaca, «che i cremaschi sono stati generosi con entrambi».

 

Insomma: una sviolinata, una quasi dichiarazione d'amore, una ritrovata intesa tale da fare intendere che, se Agazzi dovesse effettivamente rimanere capogruppo di Forza Italia per tutto il quinquennio, potrebbe prospettarsi un'opposizione decisamente moderata da parte del partito azzurro. E poi: miele ad Agazzi; veleno a Zucchi. Perché a chi altri si sarà mai riferita la Bonaldi se non al candidato Zucchi tracciando nell'aria l'immagine di presunti «progetti venuti da lontano»?

 

Ecco perché, dunque, nell'atmosfera composta e apparentemente corretta del primo giorno di scuola, la preside Bonaldi non ha mostrato solo le buone maniere ma anche le unghie affilate, tornando a sventolare lo spauracchio delle minacce oscure contro la città, dai «pezzi ingombranti del nostro passato con cui faremo definitivamente i conti», alla «messa in mora delle culture incompatibili con gli interessi dei cremaschi», fino al machismo con cui ha affermato «siamo riusciti a rendere la vita dura a chi vuole usare la comunità come sgabello per fare carriera».

 

La Bonaldi-Nostra-signora-dei-cremaschi, salvatrice di Crema dalle minacce oscure venute da lontano, ha così benedetto un'accaldata assemblea cittadina richiamando anche alcuni dei punti programmatici che caratterizzeranno l'attività della Giunta, che al suo fianco si è insediata ufficialmente. Resa nota al cospetto del Consiglio anche la carica di vicesindaco, affidata a Michele Gennuso. Ma è un incarico pro tempore, ha precisato Stefania Bonaldi: la mostrina del vice passerà in staffetta anche ad altri nel corso del quinquennio. Come a dire: tutti vice, nessun vice. E ambizioni personali azzerate. Ma sempre col sorriso, con le buone maniere da primo giorno di scuola che tanto piacciono in città. (RS)

COMMENTI

Per commentare devi essere registrato. Clicca qui per registrarti.

Non ci sono commenti per questo articolo.