MOSCAZZANO - Andrea Palma è pluricampione delle corse GT e tester ufficiale della Pagani Auto. Pietro Perolini è campione italiano della Super GT Cup - Campionato Italiano Gran Turismo 2018. Li accomuna la passione sfrenata per i motori e l’amore per i circuiti «l’odore di gomme bruciate e di benzina unito al rumore assordante delle auto lanciate nella sfida sono ricordi indelebili ed emozioni che non vuoi smettere di vivere». Ospiti dell’inter meeting Rotary Pandino Visconteo, Panathlon e Panathlon Junior, di cui Perolini è anche presidente, svoltosi giovedì 21 marzo presso il ristorante Fondaco dei Marcenti di Moscazzano, hanno raccontato ai numerosi ospiti della conviviale le loro appassionanti storie di vita e di sport. Ad introdurli la padrona di casa, Rosanna Ferrari, presidente del Rotary Pandino Visconteo insieme a Massimiliano Aschedamini, presidente del Panathlon Crema e Fabiano Gerevini, Governatore dell’Area 2 Lombardia.

«Il motorsport è una disciplina sportiva a tutti gli effetti. Serve una preparazione fisica ed atletica specifica, occorre seguire un’alimentazione particolare, è necessario allenarsi con costanza e soprattutto diventa fondamentale avere una forte capacità di controllo. Devi abituarti alle temeprature estremamente elevate, alla costrizione della tuta ignifuga, ai crash» ha raccontato Palma che di mestiere testa i modelli della Pagani auto e che corre per passione. Quest’anno lo farà per la Mercedes. «Proprio come tutte le altre discipline sportive, anche questa attività si fa strumento educativo». E conferma Perolini: «Come nel calcio, nel rugby, nella pallavolo, il team fa tutto. Il pilota è solo colui che si esibisce ma la sua prestazione dipende da un’equipe di meccanici, ingegneri, preparatori senza i quali nulla potrebbe nemmeno cominciare. La vittoria non è mai solo del pilota ma dell’intera squadra». Una disciplina di nicchia, e lo confermano i numeri: «Ci saranno nel mondo non più di 1200, 1300 piloti FIA – la federazione internazionale dell’automobile – e se consideriamo che siamo oltre 7 miliardi di abitanti riusciamo a farci un’idea di quanto sia ancora contenuto questo ambiente»

Perolini ha iniziato la sua avventura da pilota per caso: «ed ho subito trovato la mia dimensione». Classe 1991, Pietro ha già collezionato 7 vittorie e 3 secondi posti. Quest’anno correrà al volante della Lamborghini Huracan dell’Imperial Racing.

Palma, invece, classe 1976, romano, ha una lunga esperienza nelle corse automobilistiche e di mestiere fa proprio il tester, ovvero colui che collauda la vettura su strada, che controlla il ciclo di produzione, oppure effettua test (di resistenza, di durezza ecc.) sui pezzi che compongono la vettura. «Ho perso mio padre qualche anno fa ma ho imparato da lui la lezione sulla tenacia e sulla determinazione nel realizzare i propri sogni. Ero ancora piccolo quando mi ha portato a vedere una gara di go kart alla nota “pista d’oro” di Roma. Un posto per appassionati dove, per intenderci, hanno fatto gavetta Fisichella e Pirro. Ero entusiasta. Dopo la gara, mio padre mi ha portato in un piccolo ufficio, uno dei tanti allestiti appena fuori dal circuito: ha osservato, ha individuato un go kart rosso appeso ad una parte e mi ha chiesto se lo desiderassi. Quello è stato il mio primo mezzo e dalla categoria 50 in cui ho cominciato sono pian piano cresciuto  fino al passaggio al monoposto. Ho quasi sfiorato la Formula 1 ma una serie di circostanze avverse, tra cui la prematura morte di mio padre mi hanno portato a fare della mia irrefrenabile passione un mestiere. Non potevo abbandonare la corsa e da lì allora l’idea di competere nella categoria Turismo/Gt».

Gli ospiti dei club service giovedì sera si sono trovati di fronte due ragazzi pieni di entusiasmo, che volevano raccontare le loro storie e appassionare gli altri.

«Chi da ragazzo non ha mai sognato di diventare un pilota di Formula1?» ha chiesto Palma alla platea. «Mi basterebbe la 24 ore di Le Mans» aggiunge Perolini.  «Tutti i giovani appassionati di motori lo custodiscono come un sogno nel cassetto, così come gli amanti del pallone sognano la Serie A».

Un sogno che non è semplice da realizzare perché comporta dei sacrifici fisici ed economici, ma che – chiudono i due campioni «se cominci, non riesci a smettere».

 

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