CREMONA - Nel momento in cui infiamma la polemica tra Forza Italia e Lega all’indomani della sconfitta elettorale a Cremona, l’europarlamentare del territorio Massimiliano Salini diventa la guida del partito azzurro in Regione Lombardia, dopo le dimissioni di Mariastella Gelmini come coordinatrice regionale. La decisione è stata presa dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, che nella lettera di nomina ha così commentato: «Ringrazio l'onorevole Gelmini per l'ottimo lavoro svolto in questi anni e auguro buon lavoro al nuovo commissario». Augurio che arriva dalla stessa Gelmini: «Buon lavoro a Massimiliano Salini, nuovo coordinatore regionale Forza Italia Lombardia. Sono certa che farà bene e che saprà valorizzare tutte le energie positive che animano Forza Italia».

 

Tanti gli apprezzamenti all’interno del partito azzurro per la nomina di Salini, a partire dal capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Gianluca Comazzi: «Buon lavoro a Massimiliano Salini, nuovo commissario regionale della Lombardia: quello che lo aspetta sarà un compito impegnativo, ma la sua esperienza e le sue competenze gli consentiranno di svolgere questo incarico nel migliore dei modi. Da oggi comincia una nuova fase per Forza Italia; ciascuno di noi deve impegnarsi al massimo in un’operazione di rilancio del partito: occorre partire dai territori per valorizzare i tanti giovani attivisti e gli amministratori locali che con i loro risultati hanno dato prova di grandi capacità, intercettando il consenso dei cittadini e ottenendo la loro fiducia».

 

Tutto questo, si diceva, nello stesso giorno in cui infiamma la polemica a Cremona. Perché Forza Italia non ci sta ad accettare le accuse che la Lega cremonese ha voluto lanciare al partito azzurro, poche ore dopo la sconfitta. «Chi ha voluto imporre a tutti i costi il proprio candidato rivelatosi perdente, senza poi portare risultati di rilievo, deve assumersi tutta la responsabilità di un risultato alquanto deludente», aveva detto il segretario provinciale Fabio Grassani in una nota. Al che Forza Italia ha reagito, rivelando retroscena così riassumibili: la Lega locale è spaccata, tra chi voleva la normale alleanza di centrodestra e chi, come fatto nelle elezioni provinciali, voleva l’asse con gli ex azzurri facenti capo a Jotta-Bertusi. È così che la candidatura è sfumata, nonostante avesse l’appoggio proprio di Forza Italia.

 

«Per il consenso popolare che ha e il meritato ruolo primario nella coalizione è la Lega che ha sempre avuto l'ultima parola in tutte le scelte che hanno portato a queste coalizioni alternative e anche strampalate a livello provinciale», recita la nota di Forza Italia. «La scelta del candidato sindaco di Cremona è stata tutta una partita interna alla Lega, che ha coinvolto i loro livelli locale, regionale e nazionale. Tutti sanno che a livello regionale le tre carte dei capoluoghi Bergamo, Cremona e Pavia le ha smazzate la Lega come ha voluto. A Cremona una parte della Lega comunale e provinciale voleva il proprio candidato locale; l'altra parte della Lega non lo voleva e preferiva un candidato “finto civico”, sulla falsa riga di quanto accaduto in Provincia (id est Giovetti, caro agli ex azzurri e a chi nella Lega “flirtava” con loro, ndr). Il centrodestra è stato a bocca aperta per mesi ad aspettare le scelte regionali e nazionali della Lega, che poi hanno condotto la Lega stessa a scegliere di proporre i propri candidati in altri capoluoghi, lasciando Cremona a Forza Italia. Malvezzi si è ritrovato così candidato in extremis dopo questa sceneggiata. Ha lottato come un leone tirandosi dietro tutti, detrattori inclusi. Ha condotto con passione e umiltà una campagna tra la gente. Ma questo non è bastato».

 

«La verità quindi - ribadisce Forza Italia - è che nessun Malvezzi è stato imposto dall’alto. “L’alto” leghista (locale, regionale e nazionale) ha semplicemente bocciato il proprio candidato locale e adesso le due fazioni interne della Lega, che si sono fatte la lotta per far approvare o bocciare il candidato sindaco leghista, si preparano alla resa dei conti. L'unico problema è che per la loro resa dei conti non sanno far altro che tirare in mezzo Malvezzi e giudicare gli altri». E concludono: «Come Forza Italia stiamo affrontando una forte crisi interna, riconoscendo gli errori e lavorando, a volte anche in modo doloroso, alle necessarie correzioni. Cremona docet. Per questo ci colpisce la superficialità con cui la Lega dispensa giudizi a destra e a manca, senza minimamente considerare la possibilità di aver commesso errori in casa propria. Il centrodestra compatto ha sempre dimostrato di essere una forza di governo che ha numeri e competenze maggiori di altre fantastiche ipotesi di coalizione».

 

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