BRUXELLES - «Nella battaglia per ridurre le emissioni di CO2, l’Europa deve accompagnare la conversione dell’industria automobilistica verso tecnologie ‘pulite’ senza fissare target ideologici, evitando pericolose imposizioni che comprometterebbero le capacità di investimento delle imprese e la creazione di nuovi posti di lavoro». E’ quanto dichiara l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini nel commentare il voto martedì 10 luglio a Bruxelles dell’opinion nelle due Commissioni Industria (Itre) e Trasporti (Tran) sulla proposta di regolamento che fissa nuovi standard di emissioni CO2 per auto e veicoli commerciali leggeri, dossier di cui Salini è relatore ombra per il Ppe. 

«L’opinion in Commissione Itre - spiega Salini - è stata respinta a larga maggioranza perché inaccettabile, mentre in Commissione Tran è passata la linea del Ppe, che ha trovato un accordo responsabile con il gruppo dei conservatori (Ecr) e quello dei liberali (Alde), tenendo una posizione sostenibile dal settore automotive: taglio delle emissioni CO2 del 15% entro il 2025 e del 30% entro il 2030».

«Mai come in questa fase storica - prosegue Salini - l’edificio europeo costruito nel dopoguerra è stato sotto l’attacco incrociato dei nazionalismi. L’Ue deve reagire con efficacia, non attentando alla sostenibilità dei processi produttivi con nuovi insopportabili vincoli burocratici, ma offrendo il massimo sostegno alle imprese nel creare nuovi posti di lavoro di qualità: è questo, per l’Eurocamera e per le istituzioni europee, il modo migliore di aiutare la ripresa economica e dimostrare la propria utilità, arginando nel contempo l’ondata di scetticismo anti Ue». 

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