CREMA – Prima il minuto di silenzio in memoria della vittime di Parigi. Poi lampi, fulmini e saette sulla scuola Charis. E infine scoppia la pace: il Consiglio comunale approva un documento unitario, votato all'unanimità, per opporsi alla richiesta di Regione Lombardia di restituzione da parte del Comune di Crema del milione di euro a suo tempo erogato come finanziamento per la costruzione della Scuola Charis. Argomento condiviso da tutti: il milione non può essere chiesto al Comune, ma deve tutt'al più essere preteso dalla Regione da parte della Fondazione Charis, all'interno delle procedure di fallimento in cui peraltro la Regione già si è inserita nel febbraio del 2014.

 

Prima di arrivare a questa posizione comune di tutto il Consiglio, però, come si diceva la seduta è stata decisamente infuocata. Il tutto è cominciato con la relazione del sindaco, incentrata su un punto fondamentale, vera novità della serata: a ottobre 2011 Regione Lombardia ha cambiato la carte in tavola, e quello che nell'accordo Regione-Comune-Charis era uno «stralcio attuativo», sulla base del quale erogare il finanziamento, diventa uno «stralcio funzionale». Nel primo caso basta lo stato avanzamento lavori per avere il finanziamento; nel secondo caso, invece, è necessario avere un edificio scolastico pienamente fruibile. L'accusa del sindaco: la giunta precedente non si è opposta a tale variazione. E ora la Regione sta già trattenendo risorse per un totale di 187mila euro, con il rischio per il Comune di Crema di uscire dal Patto di stabilità. Il tutto, come spesso accaduto su questa vicenda, infarcito dal sindaco con attacchi di carattere personale, soprattutto rivolti al consigliere Laura Zanibelli.

 

Le reazioni alla relazione del sindaco si dividono su due fronti. Dalla maggioranza una serie di interventi ben preparati, tutti riguardanti il punto del cambio da stralcio attuativo a stralcio funzionale. Il testo, con la novità della serata, era evidentemente stato fatto girare tra i soli banchi della maggioranza, e così tutti i consiglieri si erano ben preparati per cavalcare l'argomento. Dall'opposizione, oltre alla richiesta di poter con più calma osservare e studiare documenti – che peraltro riguardano l'attività della struttura del Comune più che quella della Giunta – l'accusa di scorrettezza da parte del sindaco, e la rivendicazione di avere la coscienza a posto su tutti i passaggi della vicenda. Altro elemento: dai banchi della maggioranza erano ben preparati anche sul tema della fideiussione a suo tempo prevista a copertura del finanziamento, e – come si è appreso ieri sera – svincolata dopo il versamento del milione. Tutti atti dirigenziali, non delibere di Giunta.

 

L'atto finale della mozione unitaria pone fine per il momento alle ostilità. Sia maggioranza che opposizione, come sempre era stato dichiarato anche nei mesi scorsi, condividono il punto essenziale, e cioè il fatto che la Regione non può chiedere il milione di euro al Comune. Su tutti i passaggi intermedi invece, con tanto di documenti nuovi emersi ieri sera, probabile che la polemica prosegua ancora in futuro.

 

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