CREMA - L’autismo esiste. E, con lui, esistono i silenzi carichi di timore e la consapevolezza di avere bisogno di aiuto per crescere bambini abituati a funzionare in modo diverso in un mondo omologato. Ma, oltre tutto questo, a pochi passi dalla paura, esiste un mondo di opportunità. Loredana Guida ed Ilaria Berzioli, referenti di CremAutismo, rete cremasca di associazioni e famiglie operanti nel terzo settore, lo hanno spiegato in poche parole mercoledì 8 maggio, presentando l’iniziativa, organizzata da CremAutismo e patrocinata da Sportabilità, che, domenica 12 maggio dalle ore 10,30, al Centro Giovanile San Luigi, consentirà anche ai cremaschi di conoscere il Taiso, la disciplina cinogiapponese che ha radicalmente cambiato la vita ai loro figli.

 

«Siamo madri di ragazzi autistici adulti» spiegano. «Abbiamo superato tempi in cui di disabilità non si parlava o si parlava poco e male. Oggi vediamo che, a piccoli passi, la mentalità sta cambiando e ne siamo felici. Ma per noi la vera rivoluzione è cominciata con il Taiso, ormai quindici anni fa, grazie al maestro Paolo Scalvini e alla Dott.ssa Marilena Zacchini. La pratica del Taiso consente a ragazzi con disturbi dello spettro autistico e disabilità intellettive di lavorare sull’attenzione, sulla coordinazione motoria e sulla postura, attenendosi a regole di comportamento ben definite». Gli esercizi fisici, però, non possono bastare. Per questo, durante gli incontri, i ragazzi vengono coinvolti anche in allenamenti di gruppo. Fino a fare squadra. «Lavorare in team per giovani con autismo è davvero complicato. Ma con il Taiso è possibile. I maestri comunicano con i ragazzi attraverso sguardi, cenni particolari e li invogliano a fare esercizi fino a che non si prefiggono un obiettivo».

 

Oltre il pregiudizio di chi ritiene che i bambini con autismo non siano empatici, c’è il Taiso, che guida piccoli e grandi alla scoperta del proprio corpo e del rapporto con gli altri. «Attraverso il Taiso – continua Loredana – i ragazzi interagiscono tra loro, imparano ad ascoltare il proprio corpo e a capire che anche loro possono dare e fare qualcosa di importante». Possono fare sport. «La vita dei ragazzi autistici è scandita da terapie» spiega Ilaria. «Il nostro impegno oggi è quello di far capire che anche i bambini ed i ragazzi con autismo possono fare sport, godendo di un momento dedicato alla cura di sé, durante il quale apprendono regole importanti per lo sport e per la vita». Così i ragazzi si allenano e conquistano traguardi fondamentali. «Mio figlio – ammette Loredana – ha difficoltà di coordinazione notevoli, ma, grazie al Taiso ha imparato ad indossare i calzini in autonomia».

 

Piccole conquiste, ma grandi vittorie. Soprattutto se guardate dalla prospettiva di un genitore che deve necessariamente fare i conti con il “Dopo di noi”. «Ogni genitore vive con questo pensiero, ma il Taiso mi ha fatto capire che un eccessivo istinto protettivo non giova a nessuno. Con amore, ho imparato a spingere mio figlio anche a fare da solo queste esperienze». Domenica al San Luigi, dunque, indossando una maglietta blu, colore che celebra l’autismo, piccoli e grandi con disabilità, i loro familiari, gli operatori del settore, ma anche appassionati o semplici curiosi, potranno partecipare all’open day di Taiso, che torna a Crema, dopo una prima edizione di successo, per dimostrare che lo sport è davvero per tutti.  Motto questo che ha animato anche Sportabilità, l’ambizioso progetto di inclusione sociale, la cui fase sperimentale è terminata a maggio dello scorso anno, che ha unito oltre ogni differenza. Perché l’unione fa la forza.

 

Sportabilità lo ha dimostrato. Ma anche CremAutismo ci sta provando. «CremAutismo, nata circa tre anni fa – spiega Loredana – è una rete di associazioni e famiglie che collaborano nella convinzione che condividere sia l’unico modo per vincere». CremAutismo ha, nel tempo, elaborato un “Progetto di Vita”, che ha destato interesse in Regione e a Roma, volto a mettere al centro la persona e le sue esigenze. «La strada è ancora lunga, ma la soluzione sta nel saperla percorrere insieme». E, condividere un’ora di allenamento di Taiso, può essere un buon inizio.  Al termine dell’attività sportiva si terrà anche un rinfresco.

 

Gloria Giavaldi

 

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