RICENGO – Una pattuglia dei carabinieri di Romanengo, nella serata di lunedì 30 gennaio, ha salvato la vita di un 32enne di Ricengo che aveva tentato il suicidio.

 

Verso le ore 21 è giunta la richiesta di intervento di una donna di Ricengo, che segnalava di essere stata picchiata dal figlio in casa. Sul posto è stata inviata una pattuglia della stazione dei carabinieri di Romanengo, che giunta presso l’abitazione ha trovato ad accoglierla gli altri due figli della donna che confermavano l’accaduto ed affermavano che il fratello minore era rimasto solo in casa, e che avrebbe potuto commettere qualche gesto considerato, dal momento che soffriva di depressione.

 

I due carabinieri sono entrati immediatamente in casa, hanno cercato il 30enne, e l'hanno rintracciato nel sottotetto: l'uomo si era impiccato a una trave, ed era ormai in fin di vita. I militari, con l'aiuto dei due fratelli sono riusciti a sollevarlo e ad allargare il cappio, quel tanto che è bastato per liberarlo, adagiarlo sul pavimento e praticargli un massaggio cardiaco e respiratorio, finché l'uomo è rinvenuto.

 

Subito è stato richiesto l’intervento del 118 e il 30enne è stato trasportato d'urgenza all'Ospedale. Non è in pericolo di vita. Sul posto è intervenuto anche il Comandante della stazione di Camisano, Maresciallo Prete, il quale ha svolto tutti gli accertamenti del caso, escludendo responsabilità di terzi nell’evento, addebitabile esclusivamente a uno stato di depressione dovuto ad una recente separazione. Grande soddisfazione da parte dell’Arma dei carabinieri per il gesto dei due militari che hanno salvato una vita umana. 

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