CREMA - “E’ accaduto tutto in pochi minuti: una tromba d’aria violentissima, unita alla grandine e alla pioggia, si è portata via i tetti della stalla, ha azzerato i campi di mais, ha rovesciato i mezzi agricoli. I fabbricati agricoli e anche le nostre abitazioni sono danneggiate. E’ stato un disastro, i danni sono veramente ingenti” a parlare è Emilio Premoli, dell’azienda Premoli di Ricengo. Testimonia così gli effetti della nuova ondata di maltempo che si è abbattuta sul territorio cremasco. Particolarmente colpiti sono stati i comuni di Sergnano, Ricengo, Casale Cremasco, Camisano, Pandino, Vailate, ma la conta dei danni prosegue, con segnalazioni che si susseguono. “Abbiamo avuto gravi danni alle strutture e per tutta la notte è mancata la corrente elettrica. Fino a stamattina la prima preoccupazione è stata quella di ripristinare la corrente, per poter provvedere alla mungitura e al benessere degli animali” spiega Maria Rosa Festini, al lavoro presso l’allevamento di Camisano.  “In 57 anni di vita non ho mai visto niente di simile: ero nel capannone aziendale e da lì vedevo il vento portare con sé alberi, pezzi di tetto, tutte le coperture delle serre – testimonia Enzo Manenti, produttore di orticole di Sergnano –. Il danno è enorme: le serre sono rovinate, la copertura si è sbriciolata sotto i colpi di vento e grandine e tutte le colture all’interno sono distrutte”.
 
Campi di mais e prati devastati, stalle allagate e scoperchiate, mezzi agricoli ribaltati, alberi sradicati, serre divelte. Le raffiche di vento, unite a pioggia e grandine, hanno sferzato per venti minuti, lasciando segni che si scorgono ovunque, nel tratto della campagna cremasca colpito. Le prime stime parlano già di alcuni milioni di euro di danno. I tecnici della Coldiretti stanno monitorando la situazione, raccogliendo le segnalazioni delle aziende agricole coinvolte e supportando gli agricoltori in queste ore di emergenza.

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