CREMONA - Carabinieri di Cremona in campo per la prevenzione. Nell’ambito dell’iniziativa denominata “Ascoltiamoci” che ha obiettivo di fornire consigli utili ai cittadini, in particolare alle persone anziane e appartenenti alle fasce deboli, spesso più coinvolte anche nei tentativi di truffa in abitazione, mercoledì 15 maggio, nel pomeriggio, il maggiore Rocco Papaleo, comandante della Compagnia del capoluogo, in qualità di relatore, presso la sede del Centro Anziani “Bonfatti” in via Riposo Nuova n.6, quartiere Zaist di Cremona, ha partecipato ad un incontro organizzato dal centro stesso in collaborazione con il Gruppo Infermieristico Volontari Assistenza Socio Sanitaria (G.I.VA.S.S.) ed il Gruppo “S. Vincenzo” della Parrocchia S. Francesco d’Assisi di Cremona. Erano presenti circa 50 persone. L’ufficiale dell’Arma ha fornito una serie di consigli utili, spaziando dalle modalità di rilascio per acquisire il porto d’armi alla prevenzione dei reati predatori, alle informazioni circa l’allacciamento al 112, alla violenza di genere. Soprattutto ha fornito consigli per difendersi dalle truffe e dai raggiri che oramai avvengono nei modi più incredibili. 

Falsi carabinieri, pompieri, assistenti sociali, sacerdoti, tecnici di ogni genere, sono i travestimenti che i truffatori di professione usano e le scuse per ingannare le persone più deboli. Negli ultimi tempi anche il telefono rappresenta un possibile rischio, un’insidia per gli anziani, soprattutto gli ultra sessantenni che, grazie all’abilità di questi malviventi, cadono con più facilità in trappola. 

Un reato particolarmente odioso quello che va sotto la definizione di “truffa agli anziani” e che può essere contrastato anche con strumenti informativi, come gli opuscoli, con l’attività di avvicinamento delle possibili vittime “porta a porta” o con incontri per fornire indicazioni e consigli e far conoscere direttamente gli operatori di polizia presenti sul territorio. 

I carabinieri di Cremona, oltre ad intensificare le attività preventive per questo tipo di reati, collaborano con gli enti che sostengono queste fasce della popolazione, al fine di rendere più incisiva l’azione di contrasto. In questa ottica l’incontro ha avuto la valenza di essere uno strumento per “comunicare sicurezza” al cittadino ed accrescere la fiducia nelle forze dell’ordine. 

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