Nel mondo politico cremasco circolano sempre più insistentemente i rumors di una lista autonoma della sinistra radicale alle prossime elezioni comunali. 

Che la Bonaldi non goda di particolare stima agli occhi di coloro che non condividono la linea del Pd renziano, è cosa nota. Ma da qui a individuare un candidato alternativo e imbastire una lista capace di rubare voti nel bacino dem, ce ne vuole. 

L’operazione è ambiziosa e interessa un mondo complesso e variegato, al quale appartengono figure come il parlamentare Franco Bordo e l’ex consigliere comunale Beppe Bettenzoli. Quest’ultimo sì particolarmente scontento del governo cittadino a trazione Pd. Si tratta di un insieme di forze spesso contrastanti fra loro, ben diversificate nei modi e negli esiti dell’azione politica, ma unite da una sostanziale ostilità verso il progetto del Pd. Un contenitore che nella loro prospettiva, e non a torto, ha smarrito persino quel sano riformismo che l’aveva tenuto a battesimo e che è stato liquidato dall’attuale segretario. Ciò che ne resta è la pletorica macchina del consenso che offre lo sfondo alle prestazioni mediatiche di Renzi. 

Come a livello nazionale la minoranza dem, Sinistra Italiana, i 'rifondaioli' di oegni genere e grado, la ‘coalizione’ di Landini e della Camusso hanno rotto con la deriva centrista e verticistica di Renzi, così a livello locale è conclamata la disaffezione verso Stefania Bonaldi e la sua giunta. 

Un sindaco, la Bonaldi, che è diventata oggetto di critica per aver subito l’iniziativa dei Comuni di centrodestra nella difficile operazione di riassetto di Scrp autorizzando la privatizzazione di Scs Servizi Locali. Un conflitto che non ha risparmiato la trattativa della cessione di Lgh ad A2A, vissuta come un’imposizione dall’alto che ha spogliato la cittadinanza di un’azienda pubblica strategica, da considerarsi come un bene comune. Fino alla recente svolta ‘destrorsa’ del primo cittadino in favore dei varchi elettronici. Una battaglia, quella della sicurezza, che la Bonaldi avrebbe fatto propria al punto da farvi convergere i futuri introiti ricavati dalla vendita di Lgh. Un piano che ha la sua genesi nella necessità di coprirsi le spalle dopo la pubblicazione del bando che dà il via libera alla realizzazione della moschea, ma che la ‘sinistra sinistra’ non può condividere viste le emergenze in campo. Il tesoretto accumulato dalla vendita del 51% di Lgh potrebbe essere utilizzato in un altro modo. Preferibilmente nel sociale dove i tagli lineari dei governi hanno aperto falle pericolose nei bilanci e nei budget dei Comuni. 

I punti di rottura sono tanti, ma finora si è lavorato sott’acqua forse nella speranza di un ravvedimento che, inutile dirlo, non c’è stato. Anche l’apertura di credito concessa alle figure storiche del Pd locale non ha prodotti i frutti attesi. Hanno abbandonato ogni fede di bersaniana memoria aderendo con un entusiasmo tanto febbrile quanto sospetto alla vulgata renziana. 

Resta il fatto che la ‘sinistra sinistra’ c’è ancora e la Bonaldi deve farci i conti, a maggior ragione in un’elezione in cui si avvertirà il peso crescente dei 5 Stelle. Quanto al centrodestra, gli esiti dei congressi di Lega e Forza Italia sono la prova di un clima di rinnovamento che può solo giovare. Ma qui il segreto del successo sta sempre nell’unità. Una volta che c’è la coesione, e in presenza di un candidato che non è il frutto della logica delle segreterie ma di un felice sposalizio con la società civile, metà del gioco è fatto. Una regola che al momento, considerato lo scontro Salvini-Berlusconi, non sembra più tenere. Ma sulla Lombardia vigila Maroni che ambisce ad un secondo giro in Regione e sa perfettamente di poterselo scordare se il caos della capitale svilupperà un effetto contagio.

Il segnale che la ‘sinistra sinistra’ si stia muovendo nella direzione di una candidatura alternativa alla Bonaldi, secondo un copione che replica ciò che sta avvenendo nelle principali città italiane coinvolte nella prossima tornata delle amministrative, lo dimostra il lancio del periodico online ‘@sinistra’ che ha reclutato come direttore Fausto Lazzari e che a breve conoscerà una versione cartacea. 

Anche una testata come Sussurrandom, espressione di una sensibilità che sta a sinistra del Pd, non lesina giudizi negativi verso la giunta Bonaldi contribuendo ad alimentare un movimento di opinione che non vuole rimanere succube dei diktat di via Bacchetta. 

Insomma è in atto un percorso che prefigura uno ‘scavalcamento a sinistra' che in tanti, a partire dallo stesso Renzi, denigrano forse un po’ troppo sbrigativamente. C’è chi, invece, è convinto che di problemi seri al partito di maggioranza relativa se ne possano creare. E, stanco di quel «gruppo di arroganti» che ha nelle mani le redini del Pd tanto per usare le parole di Massimo D’Alema, è deciso a passare all’azione. La Bonaldi corre il rischio, come Sala a Milano, Giachetti a Roma o la Valente a Napoli, di rimanere vittima di una lotta interna alla sinistra che non può più essere gestita nelle segrete stanze ma è esplosa alla luce del sole. (Roberto Bettinelli)   

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