CREMA - Ad un anno dalle elezioni amministrative che hanno decretato la riconferma del Sindaco Stefania Bonaldi alla guida della città di Crema, continuano i confronti tra un assessore della Giunta e un consigliere di minoranza. Dopo l’Assessore al welfare e politiche giovanili, Michele Gennuso e il consigliere pentastellato Manuel Draghetti, è la volta dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Fabio Bergamaschi e il capogruppo della Lega, Andrea Agazzi. Crema2020, riqualificazione di Piazza Garibaldi, abbattimento delle barriere architettoniche. Questi i principali temi trattati, dopo aver tracciato un bilancio complessivo del primo anno di Amministrazione Bonaldi bis, dal quale emerge una chiara richiesta di dimissioni del Primo Cittadino da parte del consigliere del Carroccio.

 

Come valuta questo primo anno di Amministrazione Bonaldi bis?

Fabio Bergamaschi: «Cinque anni di Amministrazione sono stati una straordinaria opportunità di crescita, che matura giorno per giorno. Da questi ho appreso la capacità di ascolto, che è il presupposto per amministrare in aderenza ai bisogni della comunità, ma che va coniugata sempre con la necessità di finalizzare le valutazioni politiche, ovvero di compiere scelte, setacciando i vari input. L’ascolto è presupposto di consapevolezza, ma poi entra in gioco la responsabilità della decisione. Stiamo amministrando in continuità con le azioni impostate nel primo mandato. Per quanto mi concerne, credo che “Crema 2020” costituirà una svolta non solo per la mobilità cittadina e territoriale, ma anche di un intero quadrante cittadino dal punto di vista urbanistico».

Andrea Agazzi: «Questo primo anno di mandato è stato caratterizzato da un assoluto immobilismo. La Giunta Bonaldi ha fallito nella sua missione principale, ossia quella di preservare un’unità territoriale. La situazione attuale, caratterizzata non solo da una frattura all’interno della Società Cremasca Reti e Patrimonio, ma anche da una mancanza di unità di intenti, rende palese l’assoluta incapacità del Primo Cittadino di essere leader del territorio. L’Amministrazione, inoltre, è ipocrita: parla di legalità e tollera situazioni di abuso, come quella presente in via Rossignoli. Non si può liquidare la questione della moschea come una “presa in giro”. Il Sindaco, dopo aver capito che ha scelto un interlocutore sbagliato e negli anni ha diviso la città, dovrebbe assumersi le responsabilità delle proprie scelte e dimettersi».

 

Con riguardo a “Crema2020”, sarà garantito alla città il sottopasso ferroviario veicolare di Santa Maria?

B: «Per prudenza e scaramanzia non utilizzerei il termine “garantire”, ma il risultato è a pochi passi: stiamo lavorando con Regione e Ferrovie alla revisione di un accordo che definisca gli impegni finanziari. In diversi incontri ufficiali gli interlocutori si sono espressi chiaramente sul proprio contributo economico e tecnico. La quadratura c’è ed è molto vantaggiosa per i cremaschi, perché per la prima volta un sottopasso cittadino non sarebbe pagato interamente dal Comune. Va solo messo quanto già verbalmente concordato nero su bianco ed i prossimi mesi saranno decisivi. Nel frattempo sviluppiamo la seconda fase progettuale. È, quindi, un impegno molto concreto. Siamo determinati e fiduciosi».

A: «Spero caldamente di sì, io tifo sempre per la Città di Crema. Tuttavia, se ciò avvenisse, sarebbe in larga parte merito di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo, che ha concesso un lauto finanziamento per questa opera. Non si può pensare di tirare in ballo Regione Lombardia a giorni alterni: la Regione è sicuramente un interlocutore importante, che deve fare la sua parte, ma non può essere la giustificazione all’inefficienza della Giunta. Peraltro sappiamo che anche l’Amministrazione ha “parcheggiato” dei fondi all’interno di Cremasca Servizi, nell’attesa di realizzare questa opera, ma gradiremmo più trasparenza».

 

Rispetto alla riqualificazione di Piazza Garibaldi, quali sono i vantaggi che potrebbero derivare alla città da una scelta del genere? Quanto sono state valorizzate le istanze dei commercianti e delle associazioni di categoria nella formulazione di una soluzione condivisa?

B: «Il mondo più sviluppato si muove verso una tendenza consolidata: la fruizione degli spazi più centrali e nobili delle città da parte di pedoni e ciclisti, con l’allontanamento delle automobili. A Crema si sta adottando un approccio graduale e maturo, che ha ben chiaro un orizzonte di sostenibilità, ma che intende procedere in modo progressivo. La nuova piazza Garibaldi sarà uno spazio pubblico rigenerato, in cui una parte risulterà essere un nuovo salotto urbano, con alberi, sedute, pavimentazione in materiale di pregio, nuovo impianto di illuminazione. L’altra parte rimarrà al servizio della viabilità veicolare, con il mantenimento di una buona dotazione di parcheggio, potenziata da nuovi stalli in via Griffini e piazzale Rimembranze. Un compromesso nato dal confronto con i commercianti e le associazioni di categoria. Come sempre accade su scelte simili, non esiste l’unanimità, ma fare politica è prendersi responsabilità, meriti o demeriti. Sono certo che, nel caso in questione, saranno meriti di questa Amministrazione».

A: «Il progetto dell’Amministrazione non è volto a valorizzare la piazza, è semplicemente uno spot elettorale. Invitiamo l’Assessore Bergamaschi a levarsi il cappello politico e ad adoperarsi, magari collaborando con noi, per addivenire a soluzioni che tengano realmente conto delle esigenze dei commercianti. Non basta sentire, è necessario anche ascoltare e coinvolgere attivamente i portatori d’interesse nella stesura delle modifiche. La Lega sarà sempre a fianco di cittadini e commercianti e si impegnerà affinché le loro richieste vengano esaudite».

 

Recentemente è stato costituito a Crema un Osservatorio per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Come valuti l’impegno della Giunta sotto questo profilo e quali saranno gli sviluppi futuri?

B: «Ci attende un lavoro immane, forse infinito, per rendere la città a misura di tutti. Ma questa consapevolezza non deve scoraggiare, perché ogni singola azione può aiutare qualche persona a migliorare la propria qualità della vita. Abbiamo costituito un Osservatorio sul tema, uno strumento consultivo prezioso che potrà essere un ausilio nella redazione del PEBA e nell’indicazione dei bisogni. Sarà un percorso partecipato con i portatori di interesse. Un’alleanza responsabilizzante per tutti. Le premesse sono chiare e condivise: non ci si attende tra quattro anni una città a zero barriere, ma un impegno serio per il miglioramento, che non mancherà ed anzi è già ben avviato».

A: «La scelta di creare un Osservatorio per l’abbattimento di barriere architettoniche è pura demagogia. Ormai ci sono più consulte, che consigli comunali. Prima la consulta sulla legalità, mai convocata da quando è stata costituita, poi la commissione sicurezza, convocata solo una volta, ora l’Osservatorio. Sarebbe opportuno che gli Amministratori trattassero una tematica così delicata, come quella dell’abbattimento delle barriere architettoniche, con maggiore serietà, perché, ad oggi, non è stato fatto abbastanza. L’adozione del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) non sarà sufficiente. Non basterà adottare piani strategici, sarà poi necessario attuarli, magari destinando ingenti risorse ad opere meno evidenti, ma più importanti, della riqualificazione di Piazza Garibaldi».   

 

Gloria Giavaldi

 

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