CREMA – Nessun dramma, ma certamente una sconfitta che scotta. Dopo il 3 a 1 subito dal Verdello, l'AC Crema 1908 mantiene comunque la vetta della classifica; al tempo stesso, però, non può non riflettere sull'episodio. Per Sergio Porrini, allenatore del Crema, può anzi essere un'occasione propizia per cambiare mentalità e affrontare il resto del campionato con nuovo slancio.

 

Mister, cosa è andato storto nella partita di domenica?

È andato storto il fatto che a un certo punto ci siamo scoraggiati, innervositi e disuniti. Perché fino al gol in realtà la partita era stata fatta, e anche abbastanza bene, con due o tre palle gol. Poi, sull'unica azione fatta da loro, complice anche una nostra disattenzione, hanno segnato. Anche dopo il gol in realtà c'è stata una buona reazione, e abbiamo avuto ancora buone occasioni soprattutto con calci piazzati. Invece nel secondo tempo ci siamo disuniti a causa del gol preso all'inizio, perché fa male prendere un gol così dopo pochi secondi. Non c'è stata reazione. Io pensavo che con due punte si potessero cerare più problemi, e invece non è stato così.

 

Le sconfitte però possono servire...

Certo, una sconfitta che fa male ma che al tempo stesso può far riflettere. A me soprattutto fa riflettere sul fatto che è assolutamente sbagliato pensare che il Crema possa vincere il campionato già a dicembre. La gente forse si aspetta questo, e invece non è così. Bisogna evitare il rischio di pensare che se non si segna subito e non si va in vantaggio allora vuol dire che si sta giocando male. Altrimenti ci si innervosisce. Non deve essere così. Questo è un campionato difficile, dove le squadre vengono a Crema a fare la loro partita, cercando di dare il massimo dal punto di vista agonistico. Dobbiamo aspettarcelo, essere pazienti e capire che tutte le partite saranno difficili.

 

In che modo la sconfitta di domenica ha inciso sul lavoro settimanale con la squadra?

È cambiato perché mi sono accorto che alla fine più che guardare agli altri dobbiamo guardare a noi stessi. Dobbiamo fare un lavoro su di noi. Anche perché analizzare il modo di giocare delle altre squadre può a volte rivelarsi in parte inutile, perché quando giocano con noi giocano in modo diverso e capita che facciano la partita della vita. Certo, è importante conoscere le caratteristiche, sapere le loro qualità, ma prima di tutto dobbiamo lavorare su noi stessi, ed essere ben consapevoli di quelle che sono le nostre capacità. Le difficoltà ci saranno sempre, togliamoci dalla mente le goleade delle partite precedenti, perché quando sei il primo in classifica tutti ti guardano in modo diverso.

 

La condizione fisica dei giocatori?

Nessun problema particolare da segnalare. Un piccolo risentimento per Tognassi al quadricipite, ma già rientrato. Ripeto però che non è fisicamente, ma mentalmente che bisogna lavorare. L'obbligo di vincere pesa come un macigno, e domenica si è visto.

 

Cosa si aspetta dalla sfida a Treviglio di domenica prossima?

Dobbiamo entrare nell'ottica di aspettarci sempre e comunque una sfida difficile. Tutte le squadre sono ottime, tutte hanno qualcosa che le rende squadre forti, e con individualità importanti. Anche la Trevigliese ha giocatori che hanno fatto categorie superiori. Non so come andrà la partita, ma so di certo che sarà difficile dal punto di vista agonistico e del gioco. Treviglio è un campo non grandissimo, e loro giocheranno alla morte per cercare di soffocare i nostri giocatori più importanti.

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